| Siamo venuti in possesso della nuova convenzione per il Parco Archeologico di Vulci |
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rinnovata il 12 maggio 2008 tra i comuni di Montalto e Canino, la Regione Lazio, la Provincia di Viterbo, il Ministero per i Beni Culturali e la Soprintendenza per l’Etruria Meridionale. Niente di nuovo rispetto alla passata convenzione, si prolunga di altri dieci anni la precedente gestione, dominata dalla Mastarna e quindi dal comune di Montalto di Castro.
Al comune di Canino restano le briciole dell’immenso patrimonio pubblico speso in un progetto che ha visto ben altri protagonisti: un rifacimento discutibile della Cuccumella, un museo della ricerca archeologica ancora incompleto e con apertura a singhiozzo e nient’altro, a meno che non si voglia considerare un grande successo avere un rappresentante nel C.d.A. della Mastarna. A proposito di soldi nella premessa della convenzione si fa la somma complessiva di quanto è stato speso: 46.149.770,09 euro in dieci anni, oltre 90 miliardi di lire. Crediamo che in Italia in nessuna area archeologica si sia speso tanto. Ci si sarebbero aspettati risultati commisurati all’investimento sia in termini di visite al Parco che di sviluppo turistico nei comuni interessati.
Al momento tutto questo non risulta. Abbiamo sentito parlare di oltre 20000 biglietti venduti in un anno a Vulci, cifra che ci sembra un po’ gonfiata, ma che comunque a 5 euro l’uno fa 100.000 euro. Con questo ritmo, sempre se fosse vero il dato sopra riportato, ci vorrebbero 450 anni per pareggiare l’investimento passato, senza contare quelli presenti e futuri. In questi dieci anni lo sviluppo turistico per Canino non c’è stato, non sono nate nuove strutture alberghiere, solo agriturismi e B&B come è nella fisiologia di tutto il territorio italiano.
Quindi cerchiamo di capire come sono stati spesi questi soldi: percorsi attrezzati e pulizia dell’area dell’acropoli e manutenzione della stessa (restano comunque necropoli di pregio completamente trascurate come la Cuccumelletta, Cavalupo e Ponte Rotto oltre la tomba François, guarda caso in territorio di Canino), centro visite, costruzione di un ponte in ferro nei pressi del ponte Rotto (struttura a dir poco discutibile), scavi sulla riva del Fiora, ricostruzione della Cuccumella (discutibile anch’essa) e parziale realizzazione del museo della ricerca archeologica di Canino.
Niente di più. E’ sufficiente tutto questo a giustificare 46 milioni di euro di spesa?
A sentire il comitato di gestione, che nel 2003 doveva esprimersi in merito all’andamento della Convenzione, il giudizio è positivo. Ma quando mai un soggetto che esprime un giudizio sul suo operato e sulla sua sopravvivenza ha espresso un parere negativo? Si sa come vanno le cose in Italia, fin quando i soldi ci sono, e tanti, si sfrutta la situazione e non si pensa al futuro né a una gestione delle risorse legata alla realtà produttiva. Fin quando il Parco servirà al comune di Montalto le cose non cambieranno; quando a Montalto il Parco non servirà più o si chiuderanno i rubinetti dei finanziamenti pubblici, tutto tornerà come prima.
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