Pubblichiamo una breve sintesi dello stato dell'economia della nostra provincia estratta dal rapporto redatto dalla Camera di Commercio di Viterbo
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  Per quanto riguarda l'andamento del PIL, Viterbo è stata una delle province in controtendenza rispetto all'attuale scenario economico presente sui mercati. 

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Variazioni annue (2003-2008) del PIL

Infatti, anche nel 2008, a differenza di quanto rilevato a livello nazionale (-1,0%) e regionale (-0,1%), si rileva una crescita comunque sostenuta del Pil (+1,9% a prezzi costanti) che prosegue il trend dell’anno precedente (+1,8% tra il 2006 ed il 2007). Anche nel medio lungo periodo la provincia di Viterbo registra una dinamica favorevole (+3,8%) che risulta più accentuata di quella nazionale (+2,8%) e, a livello regionale, inferiore solo alla performance di Roma (+4,2%). Il livello di ricchezza procapite che, al 2008, è associabile alla provincia di Viterbo risulta pari a 21.526 euro, ovvero più di quanto rilevato nell’anno precedente (21.190 euro).

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Variazione media (anni 2003-2008) del PIL

Tuttavia, la crescita rilevata durante l’ultimo anno risulta in linea con quella nazionale (anche se come visto si è verificata una crescita complessiva del PIL di gran lunga superiore) per via dell’incremento demografico che ha accompagnato, con analoga intensità, la crescita del prodotto interno lordo. Non a caso, il numero indice del prodotto interno lordo procapite (numero indice Italia=100) è rimasto stabile (N.I. 81,9).

Pil pro capite nel 2008 e variazioni rispetto al 2003 a Viterbo, nel Lazio ed in Italia

 

2008

Differenza posizione rispetto al 2003

Variazione %

Posizione in graduatoria nazionale

Pro capite euro

Numero Indice (Italia=100)

2008 / 2003

Frosinone

63

22.702

86,4

1

11,8

Latina

64

22.556

85,8

-10

-0,7

Rieti

75

19.696

74,9

-4

5,6

Roma

3

33.938

129,1

6

17,4

Viterbo

69

21.527

81,9

4

17,1

LAZIO

-

30.738

-

-

15,6

ITALIA

-

26.279

100,0

-

13,4

Rimane, comunque, positivo il bilancio di medio-lungo periodo considerando come, al 2003, lo stesso indicatore risultasse inferiore a quello osservato per il 2008 (18.378 con un numero indice pari a 79,3). Ciò evidenzia ancora una volta come, in un periodo di difficoltà come quello attuale, l’isolamento produttivo che caratterizza il territorio del viterbese funga, tutto sommato, da riparo alle imprese locali. Risulta, pertanto, opportuno mettere insieme quelle politiche volte ad un miglioramento strutturale, al fine di limitare tale isolamento durante il periodo di ripresa del ciclo espansivo. Il valore aggiunto prodotto nella provincia di Viterbo nel 2007 risulta pari a 5,8 miliardi di euro. Di questi, il 73,7% (70,5% a livello nazionale) è da associare all’attività terziaria, prevalentemente costituita dal commercio, dai trasporti, dalla ricettività e dai servizi alla persona.

 

Agricoltura

Industria

Servizi

Totale economia

Manifatturiero

Costruzioni

Totale

Frosinone

1,6

26,3

7,6

33,9

64,4

100,0

Latina

4,6

21,6

5,9

27,5

67,9

100,0

Rieti

4,8

14,0

8,1

22,1

73,1

100,0

Roma

0,4

8,6

4,6

13,2

86,4

100,0

Viterbo

7,1

12,9

6,3

19,2

73,7

100,0

LAZIO

1,1

10,9

5,1

16,0

82,9

100,0

CENTRO

1,6

16,8

5,5

22,3

76,1

100,0

ITALIA

2,1

21,4

6,1

27,5

70,5

100,0

Questa prevalenza del terziario per Viterbo (seconda nel Lazio dopo Roma), trova la sua giustificazione anche nel carente tessuto industriale che produce appena il 19,2% del valore aggiunto provinciale (di cui solo il 12,9% appartenente al manifatturiero) rispetto ad una media nazionale del 27%. Diversamente, l’incidenza del valore aggiunto agricolo sul totale dell’economia provinciale (7,1%) risulta una delle più elevate a livello nazionale e ben superiore alla media regionale (1,1%) e dell’Italia nel suo complesso (2,1%). Dunque, quella di Viterbo si conferma come un’economia prevalentemente orientata al terziario tradizionale ed all’agricoltura; escludendo, infatti, casi interessanti quali l’industria alimentare e il distretto di Civita Castellana, non si rilevano significativi esempi industriali o segmenti terziari di eccellenza.

LA DINAMICA DELLE IMPRESE

Da una prima lettura dei dati relativi alla crescita del numero di imprese registrate in provincia di Viterbo, si evince una sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale di fronte alle difficoltà scaturite dalla crisi economica esplosa in autunno. Quanto alla struttura del tessuto imprenditoriale della Tuscia l’agricoltura, continua ad avere un ruolo primario assorbendo il 38,5% delle imprese attive, anche se in consistente calo negli ultimi anni, seguita dal commercio che assorbe il 22,7% delle imprese, in leggero aumento rispetto ai dati dell’anno precedente. Un numero di imprese importanti si riscontrano anche per il settore delle costruzioni che ha proseguito nel 2008, seppur in tono minore, la crescita evidenziata tra il 2003 ed il 2007, arrivando ad un peso pari al 14,0% delle imprese attive in provincia di Viterbo. Il settore delle attività manifatturiere assorbe il 7,1%, dato di gran lunga inferiore al corrispondente nazionale (12,1%) e al suo interno comprende due eccellenze quali l’industria ceramica del Distretto industriale di Civita Castellana e l’industria alimentare e delle bevande. Il settore delle attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca, con il settore degli alberghi e ristoranti, assorbono il 10% circa delle imprese della Tuscia. Questi due settori pur registrando significative variazioni in aumento, sia nel breve che nel medio periodo, non riescono a colmare il divario che li separa dalla media nazionale e dalle realtà più evolute della Regione e della Nazione.
 

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