Nonostante sia illecito chiamare chi non ha preventivamente dato il suo consenso
Un call-center

 

  per il trattamento dei dati personali, e nonostante tali chiamate vengano fatte comunque in barba alla legge e alle più elementari norme di buona educazione, il Parlamento sta per approvare una norma che ne prevede addirittura la liceità. Se passerà infatti un emendamento al cosiddetto decreto milleproroghe, fino al 31 dicembre 2009 sarà possibile utilizzare anche i dati di utenti che non hanno dato il loro consenso ad essere contattati. La motivazione "nobile" dell'emendamento è che in caso contrario sarebbero a rischio migliaia di posti di lavoro dei call center. Questi sarebbero quindi più degni di tutela di tutti gli italiani che da anni subiscono il martellamento dei venditori di telefonia e altre aziende che, con tecniche invadenti e non di rado truffaldine, importunano e rifilano prodotti/servizi non richiesti. E' altresì evidente l'invadenza del Parlamento su una decisione di un'autorità indipendente come il Garante della Privacy che ha già deliberato in merito. A questo punto non resta che difenderci così: Dire all'operatore che non vogliamo essere più contattati e che annoti tale decisione. Chiedere per quale azienda sta prestando il servizio e inviare il modulo che segue. Se l'azienda non ottempera fare una denuncia al Garante o all'autorità giudiziaria anche tramite una organizzazione di tutela dei consumatori.
 

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