Ho sognato tanti giovanissimi che con lo sguardo smarrito e con rammarico sembrava dicessero "...ma io non c'ero in quei tempi... " e Flavio che mi portava tante piccole icone in argento da dare in ricordo ai confratelli e consorelle.

don Lucio Luzzi

  Ho sognato un foglio che usciva dalla stampante con la prima scritta: “Auguri don Lucio per il tuo giubileo sacerdotale”.
  Ho sognato la chiesa di S.Maria della Neve, gremita di gente ed io che raccontavo loro la storia di noi sette figli poverissimi, con un padre ateo non credente. Quando gli dissi che il vescovo mons. Pronti mi mandava in seminario, pagando lui la retta mensile, non me lo impedì, anche se forse non condivideva la mia scelta di vita.
  Ho visto in chiesa tantissimi sportivi con gli occhi fissi e la mente al pensiero e ricordo di tanti avvenimenti sportivi vissuti insieme. I tornei notturni con il campetto illuminato dai fari dei trattori dell'Ente Maremma - i derby tra Colle S.Giovanni e Vallevecchia, l'arbitro maestro Tartaglioni (scelto anche per la sua stazza) le discussioni - le risse ed io che spegnevo i fari affinché nel buio si placassero i bollenti spiriti!
  Sempre con gli occhi fissi erano in tanti a ricordare le sfilate della Pasqua dello Sportivo, la pallavolo, l'atletica leggera, il judo, la boxe, la danza, i saggi ginnici.... e tante donne giovani e di ogni età, tutte con gli occhi lucidi per un misto di commozione e di gioia.
Vedevo in un banco i ragazzi di "Semi di Pace", le catechiste fedeli collaboratrici, le autorità civili, i giovani del coro che cantavano la mia preghiera quotidiana "ti ringrazio o mio signore della vita che mi hai dato..." e vedevo tantissime persone impegnate con le suore nella organizzazione della festa.
  Sentivo melodie stupende della fisarmonica nel concerto offerto dall’Associazione "Andrea Donati"
e vedevo una fila interminabile di persone che veniva ad abbracciarmi mentre io nell'orecchio di ognuno sussurravo "grazie".
  Alla sera nel crepuscolo sono venuti tre extracomunitari di colore che portando, come loro consuetudine, la mano destra sul cuore dissero: "oggi tua festa".
  Un fragoroso lunghissimo applauso mi ha svegliato dal sonno. Era la realtà stupenda di una giornata memorabile per la piccola storia quotidiana di Canino.
 

 
 

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