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Identificazione:
dopo il Gufo
reale è il "notturno" con i ciuffi auricolari più sviluppati e ciò
consente di differenziarlo con facilità da tutte le altre specie di
medie dimensioni. Assomiglia maggiormente al Gufo di palude, ma ha un
diverso tipo di striatura, soprattutto sulle parti inferiori, e l'iride
tendente all'arancio; inoltre, le due specie occupano nicchie
ecologiche parzialmente differenti. Sessi
simili; gli abiti stagionali sono improntati ad una certa variabilità
individuale.
Abito estivo ed invernale:
adulti con tinte
variabili dal fulvo-giallastro al bianco-grigiastro sul mantello,
bianco-crema od ocra-rossastro sulle parti inferiori; disegno ovunque
macchiato, striato e screziato di bruno-nero e grigio (macchie più
pesanti sul dorso, più allungate e contrastate sul petto, sull'addome e
lungo i fianchi); ali più lunghe e appuntite dell'Allocco, barrate e
con uno spazio scuro carpale piuttosto evidente; anche la coda è
attraversata da una fitta sequenza di fasce grigio-brune, accompagnate
a macchiette e vermicolature più fini.
Caratterizzano la specie, due ciuffi allungati (20/40 mm), erigibili,
ai lati del capo, in posizione sovrastante rispetto ai dischi facciali,
che appaiono ben sviluppati e "alti" sopra gli occhi. I tarsi e le
dita sono rivestiti interamente da corte piume giallo-fulve, senza
macchie. Becco nerastro nella porzione libera dalla mascheratura
setoliforme; l'iride è giallo-arancio, distintiva rispetto ai
"notturni" di dimensioni paragonabili (nel Gufo di palude è gialla,
negli "allocchi" e nel Barbagianni, "scura").
Giovane:
piumaggio soffice, poco
compatto per la presenza di numerose piume filamentose; colorazioni
grigio-pallide e fulvo-biancastre, con macchie e fasce brune non molto
appariscenti. "Cornetti" auricolari più corti rispetto agli adulti.
Ambiente e vita:
più frequente in zone
collinari e montuose boscose o forestali con radure (soprattutto di
conifere); vive però anche in territori pianeggianti, con boschetti
sparsi, filari di alberi e siepi, in prossimità di risaie o ambienti
umidi e nei parchi.
Ha abitudini ritirate e caccia
soltanto di notte; le rare occasioni di incontro durante il giorno
consentono di rilevare la sua caratteristica positura di riposo,
immobile, statuaria ed eretta, stagliarsi in una biforcazione o presso
il tronco di un albero.
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Gufi appollaiati su un albero |
II volo
è misurato, lento, con battute profonde delle ali, a tratti planato,
poco elevato e girovagante, nelle fasi di ricerca del cibo.
L'alimentazione, pur potendosi avvalere, in assoluto, di numerose
fonti, è meno ecclettica di quella, ad es., dell'Allocco e più
dipendente dalle disponibilità locali di micromammiferi (roditori e
insettivori) che di fatto condizionano le sue permanenze in una zona od
i suoi spostamenti ed erratismi: questi ultimi possono coinvolgere
interi gruppi familiari (periodo autunno-invernale); accanto a topi,
arvicole, ratti, toporagni e talpe (le prede preferite e abituali),
sono predati uccelli di modeste dimensioni (soprattutto passeri ed
altri passeriformi fino alla grandezza del merlo), occasionalmente
anfibi, pesci e grossi insetti. La voce è un ululato profondo e grave,
discontinuo, emesso soprattutto in inverno e all'inizio della primavera
(periodi che precedono la fase riproduttiva vera e propria); si
conoscono anche suoni di vario tipo, stridenti, lamentosi o sibilanti,
che accompagnano altri momenti di vita, e rumori schioccanti prodotti,
in volo, dagli adulti, con le ali, durante il corteggiamento.
Riproduzione.
Predilige le zone
forestali a conifere miste od a foglie caduche e da marzo ad aprile,
con anticipi fin dalla fine di febbraio e ritardi a maggio, depone in
un vecchio nido di corvide (generalmente tra i 3 ed i 10 metri di
altezza) od eccezionalmente sul terreno, ben celato tra le erbe ed i
bassi cespugli (come recentemente rilevato in Piemonte) di solito 4-5
uova (2-9) bianche ellittiche (mm 41 x 33, gr 23) che schiudono dopo
un'incubazione di 27-28 giorni portata a termine dalla femmina. I
piccoli lasciano il nido dopo circa tre settimane e sostano sui rami
nelle immediate vicinanze sempre sorvegliati dai genitori.
I
primi voli iniziano all'età di circa un mese o poco
meno. Viene deposta una covata annua; una seconda è possibile nelle
annate ricche di roditori, ma non sufficientemente provata.
Distribuzione.
La specie abita con
circa quattro sottospecie le zone forestali adatte dell'Eurasia,
dell'America settentrionale e dell'Africa nord-occidentale. Le varie
popolazioni sono parzialmente migratrici e si portano a svernare più a
sud fino al Bacino del Mediterraneo, all'Asia meridionale e forse
all'Africa settentrionale.
In
italia la sottospecie tipo
è localmente sedentaria e nidificante nelle zone boscose pianeggianti e
montane (fino a 1800/1900 metri) del nord, del centro e più scarsamente
del centro-sud (soprattutto Catena Alpina ed Appennino). Di doppio
passo regolare da settembre a novembre e da marzo ad aprile e
localmente frequente come invernale (con raggruppamenti di decine di
individui).
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