Piansano, a casa di Franco

nel santuario della civiltà contadina 

 

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di Giuseppe Moscatelli

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 In una giornata umida e a tratti piovosa abbiamo risalito le scale del “casalone”, storico agglomerato rurale sul confine tra Piansano, Cellere e Valentano, dove Franco Sonno ci ha accolto nella sua casa di campagna per farci vivere un'esperienza di confine, tra antropologia e gastronomia.

All'ingresso il calore della fiamma che crepitava nel maestoso camino ci ha fatto tornare con la mente all'infanzia, quando la famiglia vi si riuniva intorno, magari per cuocere alla brace “le rocchie” infilate nello “spito” o per ascoltare “a veja” i racconti memorabili dei nonni. Ampliando poi lo sguardo al vasto ambiente, occupato al centro da un lungo tavolo, segno tangibile di ospitalità e accoglienza, è emersa in noi la consapevolezza che tutto, a casa di Franco, è un invito incalzante alla memoria. Migliaia di oggetti, che nei decenni trascorsi hanno scandito la vita nelle campagne,  celebrano e in qualche modo perpetuano, appesi fitti fitti alle pareti, la sacralità della civiltà contadina. Di molti, qualificabili ormai come reperti, ci sfugge l'uso e il senso. Altri, come subitanei flash, per un istante illuminano zone d'ombra dei nostri ricordi, riportando in superficie l'eco di persone, cose, ambienti. Franco, con la pacatezza che gli è propria, li descrive uno ad uno, rispondendo con perizia alle nostre domande. La sua raccolta, il cui nucleo originario è costituito dalla dotazione propria del “casalone”, è frutto di oltre dieci anni di ricerche, ci racconta, tra robivecchi, bancarelle e mercatini. Un certo numero di pezzi li ha avuti in dono da amici, conoscenti e parenti, felici di ripulire stalle, fienili, magazzini e cantine. Altri sono arrivati quasi per caso, come una preziosa cassetta di lucenti strumenti per chirurgo di cui qualcuno ha voluto evidentemente disfarsi, abbandonandola presso un cassonetto. Si tratta forse dell'insieme di reperti più pregiato dell'intera collezione: un'ottantina di ferri chirurgici in acciaio ancora scintillanti tutti ordinatamente riposti nel loro contenitore originario anche se Franco, per esigenze di esposizione, li ha fissati su un pannello. Sembra di vederlo, questo medico di campagna del secolo scorso, col suo cappello calato sulla fronte e il suo pesante pastrano, mentre sale le scale del “casalone” riparandosi dalla tramontana, portando la sua cassetta di ferri del mestiere per ogni evenienza: dal cavare un dente a incidere una piaga, a suturare una ferita.

 

Franco Sonno

Il grande camino

Marchio a fuoco con simbolo dei Passionisti

Pietra murata al colmo di un arco con data 1899 e iniziali FP

 Stendardo di San Pasquale dipinto da E. De Santis 

Set completo di attrezzi per chirurgo  Strumenti e oggetti della civiltà contadina 

Altri pezzi “storici” di un certo interesse che Franco ci mostra sono una serie di “spilloni” di quelli utilizzati un tempo, diciamo così, per le “prospezioni archeologiche spontanee” e un marchio a fuoco per bestiame davvero particolare: al posto delle tradizionali iniziali del proprietario delle greggi troviamo infatti il simbolo dei Passionisti, ovvero un cuore sormontato da una croce nel cui interno sono inserite le lettere CP, vale a dire Congregazione Passionisti. E potrà sembrare quantomeno curioso, e forse un poco anche blasfemo, che il simbolo cristiano della pace e dell'amore venga utilizzato per marchiare gli animali e attestarne la proprietà. Notevole anche il coloratissimo stendardo di San Pasquale dipinto da Ennio De Santis e utilizzato allorché a Piansano, verso la fine degli anni settanta, si cercò di dar vita, senza particolare seguito, alla “Festa del Pastore”. E poi ancora “altarini” con immagini devozionali, vecchie foto di Piansano, quadri con stampe di soggetto sacro e tra queste una, fuori contesto, riproducente la Madonna di Montevergine, molto venerata in tutta la Campania e attestante, chissà, la presenza al “casalone” di coloni di quelle terre. Un lavoro di raccolta prezioso, per conservare e tramandare la memoria della civiltà contadina.

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