Ottobre Missionario 2011

 Padre Vincenzo Bordo ci invia le sue riflessioni in occasione del mese dedicato alle Missioni
S ifesteggia il milionesimo ospite della Missione

Ottobre missionario 2011
Alcuni dicevano: “Dio deve essere proprio arrabbiato”. Altri aggiungevano:” La fine
del mondo e' vicina”. L’Agenzia Metereologica confermava:” Quella di quest’anno e’
stata la stagione piu’ piovosa degli ultimi 100 anni”. Addirittura certe persone
affermavano di aver visto Noe’ aggirarsi per le strade della citta’...Chissa’?
Sicuramente di acqua ne e’ venuta veramente tanta. Cio' ha causato decine di morti,
frane devastanti, disagi enormi alla popolazione e milioni di danni al paese. Ma
come se non bastasse solo negli ultimi due giorni di questo periodo delle piogge e’
venuta giu’ 250 millimetri di acqua…un vero diluvio. Nonostante tutto quel nubifragio
anche quella sera, alla Casa di Anna, abbiamo preparato la cena come di consueto. A
dire il vero eravamo un po’ scettici e ci dicevamo: ”Oggi non verra’ nessuno. E’
impossibile muoversi con questo tempo da lupi”. 
Infatti alle 16,30, quando abbiamo aperto le porte del Centro per il pasto serale,
davanti all’uscio c’erano solo 7/8 persone. Ma non poteva essere diversamente visti
gli scrosci d’acqua che venivano giu’. Pero' con il passare dei minuti la gente ha
cominciato ad affluire. All’inizio poche decine di barboni. Poi sempre di
piu’..centinaia di poveri malmessi, fradici, zuppi, con le scarpe in mano perche’
non si poteva camminare in quelle strade trasformate in fiumi in piena. Entrando
nella mensa uno mi disse:” Ho fame. Sono 2 giorni che non mangio”. Un altro
affermo’: ”Sto male. Sono venuto per avere delle medicine”. Un altro ancora: ”Ho
bisogno di un cambio di vestiti”.
Vedendo quei fratelli e ascoltando le loro parole una profonda compassione invadeva
il mio cuore.
 Si’, dare da mangiare a 450 poveri ogni giorno e' un gran bel lavoro ( IN QUESTI 13
ANNI DI VOLONTARIATO ABBIAMO DISTRIBUITO PIU’ DI UN MILIONE DI PASTI! ). Poi
offrire loro l’assistenza ambulatoriale, le docce, la distribuzione di vestiti, la
consulenza legale e lavorativa piu' una scuola di formazione umanna e' una gran
bell’aiuto. Ma, senza dubbio, il servizio piu’ grande che rendiamo alla gente di
strada e' quello di DONARE LORO SPERANZA nell’impervio e faticoso cammino della
vita.
Ormai tutti i poveri della citta' e dei dintorni ci conoscono e sanno che noi,
operatori e volontari del Centro siamo sempre li’ per accoglierli, ascoltarli e
aiutarli con grande amore e rispetto. Cio’ dona FIDUCIOSA SPERANZA a tutti loro. 
Pochi giorni fa, mentre ero davanti all’uscio ad accogliere con un sorriso i nostri
ospiti, vedo presentarsi davanti a me un giovane papa' con il figlioletto che
teneva per mano. Subito mi sono reso conto che non e' il solito barbone venuto per
la cena. Infatti, questi avvicinandosi, mi disse:" Desidero parlare con te". Lo
faccio accomodare in ufficio e li’ tra singhiozzi e lacrime comincia a raccontarmi
la sua storia di dolore e frustrazione. Inizia dicendo: “Avevo una piccola azienda
che mi dava da vivere dignitosamente. Poco alla volta le cose sono cominciate ad
andar male. Per salvare il mio lavoro mi sono indebitato sempre di piu' tanto da
fare un crack finanziario enorme. Sono finito sulla strada con un enorme carico di
debiti. Ero arrabbiato con me stesso e con il mondo. Un giorno, tornando a casa ho
trovato sul tavolo della cucina un biglietto di mia moglie che mi diceva di prendere
cura del bambino perche' lei non ne poteva piu’ di questa vita di stenti e se ne
andava per un altra strada. A quel punto tutto e' precipitato in un baratro di
disperazione. Umanamente parlando avevo una sola soluzione davanti a me: il suicidio
per me ed il mio bambino. Soli, disperati, senza casa, senza lavoro, senza cibo,
senza futuro....SENZA SPERANZA. Volevo solo morire portando con me mio figlio. Poi
un giorno dormendo in un parco della citta’ insieme ad altri barboni uno di questi
mi disse:' Prova ad andare alla Casa di Anna; li' c'e' un prete che sa ascoltare
quelli come noi". Cosi' sono venuto a cercarti. 
Ora questo signore vive in una piccola stanza che gli abbiamo offerto. Il bambino va
regolarmente a scuola e lui ha iniziato a lavorare.
Questa e' la Casa di Anna: non un centro che risolve l’infinita’ di problemi che i
poveri si portano addosso – questi solo Dio li puo’ eliminare- ma un luogo che sa
accogliere chi e’ nell’indigenza e che dona speranza a chi soffre.
Oggi piu’ che mai c’e’ bisogno di speranza viva e certa.
Quanto sarebbe bello se in questi tempi d’incertezza e sofferenza ognuno di noi, che
ci diciamo cristiani -seguaci di Gesu’-, si impegnasse ad aprire il cuore e la casa
a chi e’ nella necessita’. Si ingegnasse, con una mente intelligente e creativa, a
donare speranza a quelle tante persone provate dalla vita e da questa profonda
crisi economica. Se non vogliamo essere dei farisei falsi e bugiardi questo diventa
un imperativo inderogabile per noi che ci diciamo figli di un Dio che e’ Amore e
seguaci di un Profeta che ha detto: “Beati voi poveri…Beati voi che avete fame…Beati
voi che piangete…perche’ i miei discepoli, con la forza del mio Spirito, vi
aiuteranno”.
Donare speranza sia un impegno fattivo e concreto per tutti noi, non solo in questo
mese missionario, ma per tutta la vita.
Buon mese missionario,
Vincenzo.
 
PS: Il 2 settembre abbiamo festeggiato il nostro milionesimo (1.000.000) ospite
-foto-. E’ stato un bel momento di festa per tutti i nostri amici: ottimo pranzo,
live music, dolce, e regalo per tutti. 
 

 

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