Il buon pastore ci guida alle sorgenti della gioia

  Stiamo percorrendo il ciclo B dell’anno Liturgico che ci propone ogni domenica un brano del Vangelo di Marco
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In quello odierno l’evangelista chiama per la prima volta i collaboratori di Gesù con l’appellativo di Apostoli.

 

Li aveva mandati a compiere qualche missione nei paesi vicini ed al ritorno riferiscono tutto quello che avevano fatto e insegnato!”.

 

Sono entusiasti, raccontano, parlano, parlano, sono indaffarati e “ non avevano più neanche il tempo di mangiare…”.

 

Ed ecco subito la paterna premura di Gesù “…venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po’…”.

 

L’unico modo per sottrarsi alla folla fu questo: partirono in barca da Cafarnao e con una traversata di circa 10 chilometri raggiunsero Betsaida Giulia nella parte nord della sponda orientale di Tiberiade, salendo poi sopra una altura.

 

Ma molti della folla, avendoli visti partire, compresero dove Gesù era diretto e sparsero la voce.

 

E tutti cominciarono a camminare a passo sostenuto lungo la riva del lago, in modo quasi parallelo a quello della barca di Gesù.

 

A Gesù serve anche questo imprevisto contrattempo per dare agli apostoli di tutti i tempi un insegnamento sugli imprevisti dell’attività apostolica e sulla perenne disponibilità che essi debbono avere.

 

Mettiamoci tutti noi per un attimo come attori di questo imprevisto. Avremmo anche noI programmato un po’ di sacrosanto riposo e trovandoci ancora davanti numerosa folla con richieste continue, pressanti, petulanti, ci verrebbe  spontaneo dire:…ma quanto rompe ora questa folla…e dateci un po’ di riposo, abbiamo anche noi diritto a un po’ di tregua…

 

Quanto è diverso l’atteggiamento di Gesù !

 

Anche Lui è stanco,sudato, sfinito e vedendo di nuovo la stessa folla  “…. Si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore; e si mise a insegnare loro molte cose….

 

Hai inteso ?

 

Non dice due parole, gli dà una benedizione e li congeda.. ma anche se al limite di risorse fisiche “ insegna molte cose, vitali per questo branco di gente senza guida.. senza ideali, senza valori…”.

 

S. Vincenzo de Paoli continuamente si domandava: cosa farebbe Gesù e fosse al posto mio?

 

Rileggi attentamente il brano di Vangelo di oggi e domandati: se Lui fosse al posto mio in quella officina, con quei compagni, in quell’esercizio con degli affari, in quell’ufficio con quegli impiegati, come lavorerebbe?

Con quali pensieri, con quali parole, con quali atti, con quale giustizia ?

 

Rimani un attimo in raccoglimento, ti risponderà e ti indicherà come comportarti.

Ti sentirai vicino questo tuo amico e ti verrà spontaneo, anche questa volta, sussurrare

GRAZIE SIGNORE !

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