Che fine farà la Centrale termoelettrica di Montalto di Castro?

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I progetti presentati per il rilancio del sito e ritenuti idonei sono ancora sconosciuti

Quella che segue è la descrizione sintetica che da Wikipedia:

"La centrale termoelettrica Alessandro Volta è una centrale termoelettrica a policombustibile da 3 600 MW di potenza elettrica situata nel Comune di Montalto di Castro e di proprietà di Enel S.p.A. Nasce su disposizione del Governo De Mita nel 1989 in prossimità dell'incompiuta centrale elettronucleare Alto Lazio della quale ha sfruttato parte del sito e le prese per l'acqua a mare già realizzate. È attualmente prevista la sua dismissione ed è oggetto di trattativa per la vendita e conversione in Data Center per colossi dell'informatica".

E’ tutto vero tranne l’ultima parte dell’ultimo periodo. Di sicuro non diventerà un Data Center per colossi dell’informatica. I lavori di smantellamento sono già in fase avanzata, ma una fitta nebbia avvolge il destino della grande area su cui sorge la Centrale.

Nel maggio 2016 è stato lanciato il cosiddetto concorso Progetti per trovare soluzioni innovative e sostenibili, il tutto insieme alle istituzioni. Della commissione fanno parte infatti Regione Lazio, Provincia, comuni di Montalto di Castro e Tarquinia, Università della Tuscia, Politecnico di Milano ed Enel. Questi i requisiti richiesti: qualità, innovazione e sostenibilità sociale, ambientale e finanziaria, e applicazione dei principi di economia circolare. Le tre idee per il rilancio del sito, presentate da realtà nazionali dell'imprenditoria, hanno alcuni elementi in comune, come l’integrazione di differenti destinazioni d’uso, principalmente turistico-ricettive, ludiche e culturali. Nessun colosso mondiale della new economy, come sbandierato in precedenza, avrebbe manifestato interesse per il sito viterbese.
Ma ora cosa succede? Verranno aperte le offerte economiche vincolanti, attualmente depositate presso un notaio, e verranno avviate negoziazioni con ogni soggetto proponente. «Il percorso per la scelta finale – assicurano dall’Enel - sarà condiviso con le istituzioni locali, ed è previsto un ulteriore momento di partecipazione pubblica per le procedure di autorizzazione cui sarà sottoposto il progetto definitivo per il sito». «Oggi - spiega Marco Fragale, business development Europa e Marocco global thermal generation di Enel - si compie un passo in avanti significativo verso il futuro del sito della Alessandro Volta In questa fase avanzata del percorso abbiamo potuto valutare, insieme al mondo universitario e alle istituzioni, proposte concrete che dimostrano come sia possibile dare nuova vita ai siti che ospitavano le centrali, in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare che mette al centro il territorio». Questi i toni trionfalistici di un comunicato stampa dell’Enel che risale all’aprile del 2017. Ad Agosto nuovo comunicato che ripete la stessa solfa: ”Futur-e non va in ferie: il percorso per individuare il progetto che potrà dare nuova vita alla centrale “Alessandro Volta” a Montalto di Castro procede a pieno ritmo, come illustrato dai responsabili Enel in un incontro con il sindaco Sergio Caci nei giorni scorsi.

Conclusi lo scorso aprile i lavori della Commissione Giudicatrice, che ha ritenuto idonei tre dei quattro progetti pervenuti per la riqualificazione del sito, Enel è ora impegnata in un fitto calendario di incontri, tavoli tecnici e approfondimenti con le realtà imprenditoriali che hanno presentato le proprie proposte candidandosi per costruire il futuro dell’area. Le tre proposte sono state selezionate in base a specifici requisiti di qualità, innovazione e sostenibilità sociale, ambientale e finanziaria, e applicazione dei principi di economia circolare; si tratta  di progetti accomunati dall’integrazione di differenti destinazioni d’uso, principalmente turistico-ricettive, ludiche e culturali, all’interno dello stesso sito, valorizzando per intero l’area e i suoi differenti spazi.

Nella fase attualmente in corso ogni progetto viene approfondito nel dettaglio con i proponenti, tenendo in debito conto le indicazioni espresse dal territorio nelle precedenti fasi della procedura e nell’ambito del dialogo con l’azienda. Enel sta approfondendo anche le capacità tecnico economiche dei proponenti e, dunque, la sostenibilità nel tempo delle soluzioni proposte. Un percorso articolato per trasformare l’uscita dell’impianto dallo scenario energetico in un’occasione di sviluppo per il territorio che lo ospita, creando ulteriori opportunità anche dal punto di vista occupazionale”. Da allora più niente, solo qualche battibecco tra le associazioni artigiane locali e l’Enel per lo scarso utilizzo di imprese locali nell’ opera di smantellamento della Centrale che intanto va avanti. Non è dato sapere quali siano i progetti presentati e ritenuti idonei e la loro eventuale fattibilità. Noi dubitiamo molto che su quest’area qualcuno sia disposto ad investire cifre consistenti in attività turistico-ricettive, ludiche e culturali. Temiamo che il fine indicibile e molto più redditizio di tutta questa operazione sia un altro, una soluzione che aleggia da tempo e che deve solo essere fatta digerire alle popolazioni locali. Un cosiddetto termovalizzatore, ma chiamiamolo anche col vero nome di inceneritore per rifiuti, rientra sicuramente nei sogni di coloro che paradossalmente sono paladini dell’accordo sul clima di Parigi, perlomeno quando si tratta di attaccare le politiche energetiche degli USA. Un altro fatto ci preoccupa, finora l’Enel ha pagato al comune di Montalto di Castro cifre notevoli sotto al voce IMU per la presenza della Centrale. Con lo smantellamento queste cifre si ridurranno considerevolmente e tanti investimenti che il comune ha potuto permettersi, vedi Parco di Vulci, verranno meno con conseguenze prevedibili per lo sviluppo turistico del Territorio.

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