L’improbabile scoop del ritrovamento delle ossa a Carbognano

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Ho da poco consegnato ad Annulli Editori le bozze di un nuovo libro sulla donna più bella e ammirata del rinascimento italiano: Giulia Farnese detta "La Bella", pronipote di Bonifacio VIII, sorella di Paolo III e amante di Alessandro VI Borgia. Il libro inaugura una nuova collana di biografie di personaggi legati alla Tuscia e che al nostro territorio hanno dato lustro.

Giulia, cortigiana pia, accettò appena adolescente di entrare tra le lenzuola del potente e lussurioso card. Rodrigo Borgia, seguendo in ciò i voleri non del tutto sottintesi della madre e della suocera che da questa amicizia intima di Giulia col futuro papa Alessandro VI si ripromettevano grandi vantaggi per i rispettivi figli: Alessandro, fratello di Giulia, e Orsino, suo marito. Fiducia ben riposta: il primo fu nominato da papa Borgia cardinale, gradino iniziale della sua ascesa al soglio di Pietro; il secondo ebbe il feudo e il castello di Carbognano.

Il mistero di Giulia nasce dal fatto che di una donna così bella e famosa non abbiamo un solo ritratto certo e neppure conosciamo il luogo dove fu sepolta, pur essendo risaputo che morì a Roma nel palazzo del fratello, dove fu accolta pochi giorni prima della sua fine.

E' di questi giorni tuttavia la notizia che le sue ossa sarebbero state ritrovate nella chiesa di S. Maria a Carbognano, paese dove trascorse l'ultima parte della sua vita e di cui fu "Signora", tant'è che la chiesa suddetta fu da lei fatta costruire, come ancor oggi si legge in una iscrizione sulla facciata. La notizia del ritrovamento mi ha al tempo stesso sorpreso e "preoccupato": se confermata avrei dovuto riscrivere l'ultimo capitolo del mio libro! In verità, per quanto suggestiva e intrigante, mi è subito apparsa inattendibile, prima ancora che improbabile. Intanto trovare delle ossa in una chiesa è quanto di più ordinario si possa immaginare, visto che le chiese sono state per secoli luoghi di sepoltura. Nel caso in questione le ossa erano di due persone diverse per cui era stato ipotizzato che appartenessero a Giulia e al secondo marito Capece Bozzuto che con lei divise gli anni di Carbognano e le premorì.

Ho scritto subito nei forum storici sul web ai quali partecipo che anche questa notizia mi appariva infondata: non vi è infatti traccia storica di dove il marito sia stato sepolto; la sola cosa che sappiamo è che entrambi chiesero nel loro testamento di essere inumati nel sacrario farnesiano sull'isola Bisentina, dove probabilmente però solo Giulia fu accolta.

Vista la rilevanza della vicenda anche la Soprintendenza se ne è fatta carico, per scoprire alfine... che nella Chiesa di S. Maria  non vi sono i resti del Capece né tantomeno di Giulia ma quelli di tanti altri carbognanesi morti nei secoli, compresi alcuni bambini. Insomma si trattava di un vero e proprio ossario. Chiusa la vicenda così come era naturale che si chiudesse vorrei fare una ulteriore notazione. Quella chiesa già anni fa era stata oggetto di uno scoop storico-artistico: si disse infatti che durante lavori di ristrutturazione erano emersi preziosi affreschi su una parete. Anche in quel caso la notizia era del tutto infondata, tanto che  mi premurai di renderlo noto su questo sito e comunicandolo alla stampa: gli affreschi in questione erano infatti noti da decenni e già pubblicati.

Morale: non è con gli scoop che si fa ricerca storica, ma con il lavoro oscuro, umile e paziente al quale tanti ricercatori e appassionati si dedicano ogni giorno.

 

                                                                                                           Giuseppe Moscatelli

 

 

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