Sarebbe tutto a posto, luogo di conservazione e libera fruibilità al pubblico

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Si è fatta attendere la risposta del ministro della cultura Bray all'interrogazione del deputato del M5s Massimiliano Bernini e purtroppo l'attesa ha prodotto un risultato molto al di sotto delle aspettative. Si chiedeva al ministro se intendesse dare applicazione a una sentenza della corte di cassazione del 1979 in merito alla collezione d'arte dei Torlonia che comprende anche gli affreschi della tomba di François. Tale sentenza stabiliva che le opere potevano essere acquisite gratuitamente dallo Stato. Si evidenziava nell'interrogazione che gli affreschi erano malamente conservati in un magazzino di villa Albani esposti alla luce e alla polvere senza essere liberamente fruibili al pubblico. Il ministro risponde che a maggio di quest'anno è stato eseguito un sopralluogo da parte di funzionari dell'istituto superiore per la conservazione ed il restauro che hanno verificato che le condizioni del locale in cui sono custoditi i preziosi dipinti, la Diaeta del Kaffeehaus, non sembrano (la sottolineatura è n.d.r.) determinare situazioni di rischio e che il locale stesso è controllato da un termoigrometro. Inoltre il museo è visitabile dietro richiesta scritta da presentare all'Amministrazione Torlonia. "Le raccomandazioni relative alla conservazione sono state pertanto recepite dagli attuali detentori e proprietari delle opere". Così conclude il ministro. Ci saremmo aspettati qualcosina di più da un ministro che ha visitato in incognito Pompei e la reggia di Caserta per verificarne personalmente il degrado, almeno che rispondesse a tutte le domande poste dall'interrogante, specialmente quella sulla sentenza di cassazione rimasta inapplicata per oltre 30 anni. Noi ci chiediamo se l'altisonante Diaeta del Kaffeehaus sia il magazzino con grande lampadario della foto e se gli affreschi siano esposti nello stesso modo in cui lo erano poco più di un anno fa, quando un anonimo visitatore ci ha inviato delle foto in cui risultavano avvolti da carta velina. Se così fosse una tale risposta sarebbe offensiva per il comune senso dell'arte e della cultura che lo stesso titolare del dicastero dovrebbe universalmente rappresentare. Se gli affreschi sono stati spostati in altra sala, in modo consono al loro valore storico e artistico, e se siano visitabili dietro semplice richiesta scritta lo verificheremo. Chiediamo a chi abbia avuto la fortuna di visitarli di recente di fornirci indicazioni in merito. Nel frattempo abbiamo inoltrato richiesta all'amministrazione Torlonia per visitare il museo di Villa Albani (e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
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Questo il testo dell'interrogazione: INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA BERNINI MASSIMILIANO

- Al Ministro per i beni e le attività culturali, per sapere, premesso che: Gli affreschi rinvenuti nel 1857 nella tomba François a Vulci, nel territorio del comune di Canino, sono considerati unanimemente dalla comunità scientifica internazionale una delle testimonianze più grandiose e significative della civiltà etrusca. ? Tali affreschi furono fatti staccare poco dopo la scoperta dalle pareti d’origine dai Torlonia, allora proprietari del fondo, e furono trasportati a Roma, in una delle sedi della famiglia. ? I preziosi reperti non sono mai stati liberamente fruibili al pubblico (se si esclude la mostra presso il castello di Vulci per alcuni mesi del 2004) e alla comunità scientifica. Quel che è peggio, sono stati conservati in maniera indecorosa in un magazzino seminterrato esposti alla luce a alla polvere. ? Una sentenza della Corte di Cassazione (n. 2284, Sez. III penale del 27 aprile 1979) censurava il comportamento dei Torlonia in merito alla conservazione degli affreschi e di tutta la collezione d’arte, concludendo che “un simile tesoro d’arte va difeso con la rigorosa applicazione delle leggi” e che “ il privato che abbia disperso o distrutto una cosa artisticamente protetta, e che non sia quindi suscettibile di riduzione in pristino, è condannato al pagamento in favore dello Stato di una somma pari al valore della cosa perduta o della diminuzione di valore subìta per effetto del suo comportamento". ? Tale sentenza è rimasta incredibilmente inapplicata e ci risulta che gli affreschi giacciono ancora oggi ammassati insieme ad altre opere d’arte nello stesso seminterrato. ? Il codice dei Beni culturali e del Paesaggio (D. lgs 22 gennaio 2004, n. 42) all’art. 20 comma 1 stabilisce che “I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”. ? Gli affreschi della tomba François appartengono idealmente alla comunità di Canino e il loro trasferimento ed esposizione nei luoghi d’origine costituirebbe un grande volano per lo sviluppo del turismo del territorio.

Si chiede al Ministro se intenda finalmente dare applicazione alla succitata sentenza di Cassazione e alle leggi vigenti in materia di beni culturali e si chiede inoltre quali altre iniziative intenda assumere per mettere a disposizione del pubblico questi beni di grande bellezza e straordinario valore culturale, malamente conservati dall’amministrazione Torlonia.

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