Pubblichiamo un interessante resoconto del convegno Book in Progress tenutosi recentemente a Roma
I dirigenti Di Rienzo e Giuliano


 Book in progress: un percorso di confronto per una scuola rinnovata. Coinvolte circa 50 scuole e oltre 100 docenti provenienti da tutta Italia. Cronistoria di un avvenimento. Editoria digitale e innovazione: un’ opportunità per la Scuola italiana.

 

 

UN RISCHIO DA CORRERE: UN PAESE DA SVECCHIARE

 

Pubblichiamo un interessante resoconto del convegno Book in Progress tenutosi recentemente a Roma presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, messa a disposizione dal Ministro Francesco Profumo per i convegnisti. Il ministro stesso vi ha partecipato con un intervento sul futuro dell’istruzione pubblica. L’unico Istituto scolastico del viterbese che partecipa al progetto è l’ I.I.S.S. “C. A. Dalla Chiesa” di Montefiascone, al quale è stato riconosciuto dagli organi direttivi Book in Progress il coordinamento nazionale per la materia Diritto ed Economia nella persona del prof. Giuseppe Moscatelli.

 

Giunti a Roma da ogni parte d’Italia, da Nord a Sud indistintamente, ben oltre 120 docenti, provenienti da una cinquantina di scuole di ogni ordine e grado (ma innanzitutto dalle Superiori) si sono ritrovati e riuniti presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, per una due giorni di riflessione sui nuovi percorsi “in progress” e per un incontro formativo “soprattutto per dar vita a nuovi prodotti di editoria digitale” da parte dei docenti e degli Istituti aderenti alla Rete Book in progress.

Così la Capitale si è vivacizzata e animata delle voci e dei volti di insegnanti che ancora credono nella funzione preminentemente educativa della scuola che adotta i nuovi  linguaggi multimediali differenti dalla tipica tradizione cartacea. Dopo l’arrivo e i saluti di rito porti dal Responsabile della Rete, preside del “Majorana” di Brindisi Salvatore Giuliano, a tratti commosso, per il raggiungimento della prima tappa di un traguardo soddisfacente, la prolusione di introduzione dei lavori è stata affidata al Coordinatore Scientifico del progetto, dirigente Benedetto Di Rienzo il quale ha preso l’avvio da un concetto fondamentale: il nostro –ha detto- è un atto d’amore verso la scuola, gli alunni e le loro famiglie, per poter e saper costruire un nuovo modo d’insegnare e d’imparare, aiutare i ragazzi ad essere più reattivi, più interessati a una scuola nuova e i loro proff. meno burocratici e meno stanchi. Anzi -ha proseguito- la prima forza dei docenti deve essere proprio una ritrovata voglia di mettersi in gioco, la soddisfazione di scommettere su un “sogno nuovo” perché, in un Paese senza molte risorse com’è il nostro adesso, la capacità umana innovativa, energica, fatta di intelligenze da valorizzare deve essere il punto di forza di scuole ricche di idee. Far capire, cioè, all’esterno quanto possiamo dare per avere più alleanze, più forza, più ricchezza, poiché l’innovazione si può fare anche “a costi bassi” ma con idee giuste, intelligenti…e questo è un problema “che ci deve toccare” e che deve scaturire dall’impegno quotidiano di una scuola non autoreferenziale, ma di una rete di docenti che, non da soli, ma insieme, si mettono “in relazione” per uno scambio al servizio degli alunni, mettersi insieme per produrre materiali in progress, appunto, in cui si possano sperimentare altri modi, altre forme, altre novità: materiali che siano resi chiari, facili, comprensibili agli studenti, adeguati al loro modo di essere oggigiorno e che siano soprattutto accettati dai ragazzi perché “più alla loro portata”.

Riempirsi, allora, di orgoglio -ha aggiunto Di Rienzo- nel sapere che la Scuola, ce la può fare, ce la fa se crede nella sua forza, nei suoi giovani, nei suoi docenti.

Fa male la mancanza di risorse –ha concluso il relatore- ma su tutto si può risparmiare, non sull’educazione, non si risparmia sulla semina: dal 1984 al 2009 il nostro Paese ha perso il 38% circa dei giovani “emigrati” all’estero…e, allora, dobbiamo fare in modo di non perdere il raccolto, proprio come vuole dimostrare il progetto di bookinprogress esempio di creatività.

In sede di prosecuzione dell’evento ha voluto essere presente anche il Capo Dipartimento dr. Biondi, il quale, confermando l’interessamento all’iniziativa del MIUR, ha voluto affermare che se da un lato c’è la preoccupazione di gestire 34.000 edifici scolastici e circa un milione di operatori della scuola, dall’altro ci si deve sforzare di introdurre l’innovazione in un mondo inerziale che fa fatica a stare dietro le intelligenze multiple degli attuali alunni: non regge più l’architettura della tradizionale scuola teoristico-trasmissiva, non funziona più con i ragazzi poichè la tecnologia che entra nella scuola fa la differenza, fa “la rivoluzione” e servirebbe, quindi, “rinnovare radicalmente il modo di fare scuola”. Il dr. Biondi ha concluso col riferirsi a un simpatico sms inviato da un ragazzino: “se la noia fosse un fossile, la scuola sarebbe un museo”… Al dibattito che ne è seguito è intervenuta anche la dott.ssa Stellacci e numerosi docenti che hanno esplicato il loro lavoro, svolto in rete, per la predisposizione di nuovi testi maggiormente accessibili ai ragazzi. “Let's try teaching children HOW to think instead of WHAT to think” ha detto ad es. Nadia Cattaneo dirigente del “Tosi” di Busto Arsizio, “cerchiamo di insegnare ai bambini come pensare invece che cosa pensare” un concetto fondamentale per il lavoro dei docenti, dalla Primaria in su, per non ridursi ad essere “acromatici”, ma vivaci e dialogici quando si lavora, poiché l’amore verso gli studenti é anche un metodo (come ci insegnano i grandi Maestri da Platone fino a noi)…nel tablet c’è il mondo, e noi “insegnanti di vecchio stampo” dobbiamo far capire ai ragazzi come gestire quelle informazioni…

Naturalmente il clou dell’evento è stato registrato nei lavori del pomeriggio con la presenza del Ministro Francesco Profumo il quale, in un suo articolato intervento, ha messo in risalto come vanno cercate proprio nelle scuole le competenze per accettare la sfida del futuro, una nuova sfida: avere sempre più docenti che partecipano e transitano verso il digitale, mettere, cioè, al centro chi la scuola la fa: docenti e alunni, una scuola che ci crede, che può produrre e migliorare, nel contempo, gli apprendimenti. Una nuova impostazione metodologica perché il nostro impegno possa “dar sapore” alla nostra Scuola italiana, per creare in futuro un mondo diverso. La presenza del Ministro, la sera, alla cena sociale in un caratteristico ristorantino particolare di Roma è stata segno di disponibilità, di vicinanza e di testimonianza di riguardo verso tutti i docenti presenti e il mondo della scuola che opera, pur se con tante difficoltà, ogni giorno, quotidianamente.

L’indomani i lavori sono proseguiti a Palazzo Carpegna dove si è sviluppato un efficace e intenso dibattito tra tutti i docenti che, poi, divisi in diversi gruppi disciplinari, hanno discusso di tematiche legate innanzitutto alla produzione di rete e non solo. Nel loro incontro i docenti si sono confrontati sui punti di forza e di debolezza: “dell’inserimento nella didattica e valutazione dell’alunno dell’ apprendimento con l’uso di testi digitali” e sulla: “gestione della rete stessa e del coinvolgimento dei colleghi”. Il preside Giuliano mirabilmente coadiuvato dal Coordinatore Scientifico B. Di Rienzo e altri valenti collaboratori ha tenuto le fila non solo dei gruppi di lavoro, ma di tutti gli incontri programmati e realmente svolti con estrema adeguatezza, compendiando tutto lo sforzo dell’organizzazione e i vari aspetti dell’intero programma dell’evento rivolto essenzialmente agli aderenti alla rete, le scuole partecipanti che hanno condiviso bei momenti in cui anche i docenti hanno avuto modo di familiarizzare tra loro per discutere, poi, di alcune questioni e difficoltà comuni a tutte le Scuole della Penisola. Il tutto, quindi, organizzato per aderire soprattutto al valore fondante, educativo e formativo, della innovazione, per meglio scoprire tutto ciò che significa incontro tra cultura tecnologica e mondo scolastico, in modo da creare un’opportunità maggiore per i giovani. Insomma una vera e propria esperienza caratterizzante e indicativa.

                             

                                Matteo Coco – II.SS. “P. Giannone”  - San Marco in Lamis (FG)

 

 

 

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