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  La celebrazione del 4 novembre a Montalto di Castro
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Novembre, mese dei morti. Questo dicono gli almanacchi e questo è il pensiero di molti quando si avvicina la fine dell’anno, ognuno con il suo carico di ricordi, di volti, di esperienze vissute. Dunque una memoria personale. Ma è anche una memoria dilatata dentro rituali collettivi che avvicinano le persone, sottraendole alla corsa quotidiana e all’attenzione esclusiva al presente, o al futuro. Le chiamiamo commemorazioni.

Il 4 novembre è una di queste, giornata della Unità Nazionale e delle Forze Armate, ma vissuta soprattutto come giornata dedicata alla memoria dei caduti militari in tutte le guerre, con cerimonie a larga partecipazione un po’ ovunque in Italia. Il Comune di  Montalto di Castro/Pescia Romana non fa eccezione. Per molti cittadini oggi è difficile anche solo immaginare cosa sia il dolore e la sofferenza per la perdita di militari o civili caduti in un conflitto. Lo è certamente per i ragazzi della scuola media, lontani anagraficamente da ogni guerra ma pur sempre sfiorati, nel mondo globalizzato, dalla eco dei molteplici conflitti che arrivano dentro le loro case: un po’ di TV, internet, qualche giornale, i social network. Eppure c’era un nutrito gruppo di studenti e studentesse di scuola media alla commemorazione di domenica 4 novembre; una presenza viva, soprattutto partecipante, di ragazzi, di insegnanti, del Dirigente scolastico, a sottolineare il fatto che nella formazione e nella sensibilità di un adolescente la Scuola può e deve fare molto.

http://www.comune.montaltodicastro.vt.it/MC-API/Risorse/StreamRisorsa.aspx?guid=DD9A42DC-5B3F-4EB5-9211-5779530D20F1In classe si studia la storia, si leggono pagine e pagine di letteratura su questi temi. Soprattutto si riflette, si fanno domande importanti e si prospettano risposte possibili nello spirito del confronto. Un ragazzo può avere una conoscenza parziale di concetti come “vittoria” o “sconfitta”. Quello che certamente non immagina è che dietro di essi c’è comunque una guerra, con il suo corredo di sofferenze, mutilazioni e morte. I libri possono aiutarlo a capire, parole prese in prestito ad autori che hanno vissuto il dramma e visto  in faccia la morte. Del nemico o dell’amico; del parente e dello sconosciuto. Quelle stesse parole lette in pubblico proprio dagli studenti davanti al monumento dei caduti, con passione, partecipazione. 

I ragazzi hanno seguito un corteo con le autorità civili e militari in testa, con rappresentanze di associazioni e semplici cittadini. Hanno ascoltato gli adulti intorno a loro, hanno letto poesie, hanno portato cartelloni fatti in classe, hanno ascoltato la Fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma. Hanno cioè vissuto la memoria. Per una volta non solo nei libri, ma nella realtà, nelle vie del proprio paese, davanti ad una pietra con dei nomi incisi. Questa è stata la lezione del giorno “4 novembre”:  la memoria non è fatta solo da ricordi individuali ma da commemorazioni e riti che la sorreggono, la perpetuano e danno un senso alle esperienze condivise.

 

                                                                                       Prof. Alberto Puri

                                                           (Docente Scuola Media Montalto/Pescia Romana)

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