Dopo cinque anni di lavori di ristrutturazione, la prestigiosa “Collezione di Vasi” del Museo Gregoriano Etrusco, nei Musei Vaticani, ritorna visibile al pubblico.
Vaso di Exekias a figure proveniente da Vulci

  

  Ben 730 esemplari tra vasi greci, italioti ed etruschi, risalenti al periodo compreso tra il VI e il V secolo avanti Cristo, raffiguranti miti, eroi, scene di guerra e di vita quotidiana, esposti in sei sale completamente riallestite. «Questi vasi rivelano molto di più del loro essere semplicemente oggetti», ha spiegato il responsabile del Reparto per le Antichità etrusco - italiche, Maurizio Sannibale. «Innanzitutto, sono opere d'arte in sé e in molti casi si tratta di vere e proprie icone sedimentate nell'immaginario comune dell'antichità e di ciascuno di noi che è partecipe della cultura occidentale. Inoltre costituiscono un documento straordinario perché proprio grazie alla forza dell'immagine, comportano una trasmissione parallela di elementi culturali». La ristrutturazione ha coinvolto l’intero complesso cinquecentesco del Museo Etrusco, con la riapertura di finestre in precedenza oscurate e una nuova pavimentazione marmorea. Le opere, disposte in ordine rigorosamente cronologico, forniscono una chiara percezione dell’evoluzione della ceramografia classica, attraverso un allestimento che fa della quantità del materiale presente il suo punto di forza.  

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