Pubblichiamo un contributo di Luca Bellincioni sulle energie alternative, e il dibattito continua...
Nuvole tra le montagne

 

  Ormai dilaga ovunque la distruzione del territorio a causa delle “nuove” energie. Mentre il terribile ritorno al nucleare pare sia cosa ormai fatta, si diffondono sempre più l’eolico industriale il fotovoltaico a terra, con il loro consumo scellerato di territorio. A breve ci ritroveremo con quasi (?) tutte le montagne massacrate dalle eoliche, i campi prima coltivati ricoperti dal fotovoltaico a terra e le centrali nucleari in attività con le scorie sotterrate abusivamente dai camorristi (che in tutti e tre questi affari energetici ci guadagnano). Le grandi centrali idroelettriche, invece, le uniche fonti energetiche davvero "pulite" (perché ad un ecosistema ne sostituiscono un altro, importantissimo a livello ambientale, cioè il lago artificiale), sono o abbandonate o vendute dall’Enel a società straniere (come l’Endesa) da cui poi noi ricompriamo l’energia al triplo del prezzo.

Ma nessuno sa queste cose e fra un po’ l’Italia produrrà molta più energia di quella che serve! Chi ci guadagnerà? Le società energetiche, di certo, non noi poveri deficienti cittadini che vedremo soltanto peggiorare la nostra qualità della vita. In molte piccole comunità, poi, l’eolico selvaggio o il fotovoltaico a terra precluderanno ogni possibilità di sviluppo turistico ed agricolo basato sulle peculiarità del posto (che non ci saranno più), per cui immaginiamo il destino di quelli che ci abitano e lo sviluppo che vi sarà promosso (cemento o discariche). Senza contare coloro i quali si ritroveranno la centrale nucleare sull’uscio di casa. La causa di tutti i mali è la mancanza di una gestione razionale delle nostre risorse. Tutto è come sempre affidato alla speculazione (in Italia come in Europa), ma le alternative ci sarebbero e tutto dovrebbe essere indirizzato alla tutela del territorio e cercare di evitare il suo consumo scellerato. Ad esempio incentivare il fotovoltaico a livello privato, in modo da coprire quasi tutte le costruzioni moderne (quelle d’interesse storico si possono risparmiare…) di tipo sia residenziale che produttivo, realizzando un’immensa centrale fotovoltaica diffusa; incentivare il micro-eolico a livello domestico e il minieolico a livello urbano ed industriale (il macro-eolico, progettato per i grandi spazi americani, è sempre sproporzionato alle esigue dimensioni dei nostri territori); riattivare e rimodernare tutte le centrali idroelettriche, progettandone anzi delle nuove.

Finanziare vaste opere di riforestazione. Infine, operare una seria politica di risparmio energetico (iniziando col vietare le illuminazioni notturne di grandi outlet e centri commerciali). Queste sono soluzioni intelligenti e razionali, le uniche. Veder distruggere le colline o le montagne con le eoliche è davvero un affronto all’intelligenza e al buon senso. Solo un imbecille potrebbe pensare che devastando un ecosistema locale (una collina, una montagna, ecc…) si possa aiutare l’ecosistema globale. E ricordiamoci che l’innalzamento della temperatura planetaria è in parte un fatto naturale, e in un’altra grande misura il frutto dei grandi disboscamenti e della grande urbanizzazione in tutto il mondo degli ultimi decenni. Chi dice che l’alternativa all’eolico selvaggio è il nucleare ha abboccato alla favola degli speculatori, che ci appiopperanno l’uno e l’altro. E il problema è che ci hanno abboccato in molti. Tutti con la bocca aperta come dei fessi davanti alla tv a vedere le pubblicità dell’eolico (poste lì ad arte per renderci famigliari le pale), sbavando un minuto dopo per l’ultima tecnologia alla moda…

Non dovrebbero parlare quelli che passano tutto il tempo libero davanti al pc e alla tv, ma solo quelli che conoscono davvero il territorio, lo amano, lo vivono, lo percorrono. Povera Italia, poveri noi. Molti poi dicono di apprezzare anche esteticamente le eoliche e si definiscono allo stesso tempo “ambientalisti”. Premettendo che la stragrande maggioranza di queste persone in vita propria non ha mai percorso un sentiero naturale, non ha mai visto un bosco o un fiume limpido ma probabilmente soltanto lo schermo televisivo, un tempo gli “ambientalisti” amavano la natura, non gli scempi. Le pale eoliche non crescono certo da sole dopo la semina. Poi mi dicono che se non distruggiamo tutto il territorio (ma chi lo ama più?) con l’eolico industriale e il fotovoltaico a terra dovremo subire le centrali nucleari. Beh, bisognerebbe ricordargli che le centrali nucleari e l’eolico selvaggio (con il fotovoltaico a terra) sono cose ben separate, e non capisco perché tutti continuino a fare questo “gioco dell’alternativa”. Sono ENTRAMBE “alternative” da rigettare. Il problema è che i mass media ci hanno completamente rincoglionito, facendoci fare il gioco degli speculatori dell’energia (che appunto finanziano i mezzi d’informazione), in quali infatti, come sta per accadere, ci delizieranno sia con le centrali nucleari che con quelle eoliche.

La questione di fondo sta nel saper usare bene tutte le energie rinnovabili (fra cui, voglio ricordarlo per l’ennesima volta, c’è in primis l’idroelettrico, affianco all’eolico, al fotovoltaico, al solare termico, alla geotermia, alle biomasse e allo sfruttamento del moto ondoso), ognuna al suo posto e nelle sue misure compatibili col territorio, ed operare grandi riforestazioni, cercando di evitare ulteriori consumi di territori periurbani, agricoli e naturali. Questa è l’unica ipotesi razionale per contrastare i cambiamenti climatici. Eppure, sembra che negli ultimi tempi ci si sia dimenticati del problema della deforestazione a livello mondiale: una volta se ne parlava tantissimo, oggi non più. Così, non si fa informazione sul fatto che l’agricoltura e l’allevamento vengono sempre più praticati in aree del mondo fino a qualche decennio fa densamente boscate e che ora vengono deforestate per fare spazio alle attività agro-silvo-pastorali; mentre da noi le aree rurali (e naturali) vengono ricoperte di cemento, asfalto, pale eoliche e fotovoltaico a terra, sicché i prodotti che mangiamo provengono spesso (non sempre, ancora, per fortuna, perché un po’ di agricoltura resiste) dall’altro capo del mondo, dopo lunghi viaggi che incidono fortemente sulla loro qualità, e di conseguenza gravemente sulla nostra salute.

Se poi siamo adoratori delle novità-scemenze tecnologiche (tipo l’eolico) al punto tale da voler vedere devastato tutto in nome di non so cosa, siamo liberi di pensarlo, ma l’ambiente è un’altra cosa: è flora, fauna, geologia, paesaggio, da tutelare nella maniera più assoluta; non ha nulla a che vedere con cemento, asfalto e acciaio. Una volta (fino a 5-6 anni fa all’incirca) quando si parlava di ambiente si parlava di laghi, di fiumi, di coste, di montagne, di acque, di alberi, di animali, di paesaggi, ecc… Oggi, invece, ogni rivista o programma radio-televisivo con tag “ambiente” parla solo ed esclusivamente di energia, con grande spazio dedicato all’eolico industriale: certo, i problemi energetici hanno a che fare strettamente con l’ambiente, ma NON SONO l’ambiente. Ricordiamoci che chi verrà dopo di noi ha fin d’ora il sacro-santo diritto di godere “almeno” dell’ambiente di cui abbiamo goduto noi. E con ambiente vanno intesi tutti gli elementi, dall’aria che respiriamo, all’acqua che beviamo, alla terra che ammiriamo, coltiviamo e calpestiamo. Per favore, tremiamo al pensiero che fra vent’anni un bambino non saprà più com’era fatta una collina, se non grazie ad una fotografia.  

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