Alcuni giorni fa tutta la stampa del territorio ha riportato con grande evidenza la notizia del fortunato ritrovamento di affreschi del cinquecento in una chiesa sconsacrata di Carbognano in cui erano in corso lavori di ristrutturazione.
La Chiesa di Carbognano

  Ben venga ogni notizia che possa portare all’attenzione dei media il nostro ingente quanto trascurato patrimonio storico e artistico. Il fatto è, però, che quegli affreschi non possono considerarsi una “scoperta”, essendo più che noti da decenni anche al di fuori della ristretta cerchia di studiosi e appassionati di pittura rinascimentale, al punto che la loro esistenza era stata già oggetto di divulgazione a stampa. E non stiamo parlando di pubblicazioni erudite riservate a un pubblico di specialisti ma di un volume di tipo “popolare” distribuito anche attraverso le edicole.

  Nel libro “La Venere Papale” del compianto Angelo La Bella e della moglie Rosa Mecarolo (Scipioni editore, Valentano 1995) gli autori riferendosi alla Chiesa di Santa Maria Immacolata a Carbognano, dove sono stati “scoperti” i dipinti , testualmente scrivono a pag. 150: “La Chiesa che esiste tuttora, essendo stata per decenni priva delle più elementari opere di manutenzione, intorno agli anni venti del nostro secolo, dopo il crollo del tetto, divenne un ginepraio di rovi ed erbe selvatiche; all’interno vi crebbero persino grossi alberi di fico. Alcuni anni fa, il parroco fece estirpare le erbacce costruire un tetto metallico e coprire gli affreschi laterali con cortine di mattoni; poi adibì la chiesa di Santa Maria a palestra per giochi ricreativi e sportivi. Solo l’affresco dell’abside, una madonna attorniata dai Santi, rimane visibile”.
Il libro che riporta la notizia degli affreschi è dedicato a Giulia Farnese “la Bella”, sorella di papa Paolo III e amante di papa Alessandro VI. Giulia, una delle donne più ammirate del rinascimento, grande amica di Lucrezia Borgia, dopo la fine della sua storia sentimentale con papa Borgia si era ritirata nel castello di Carbognano, che gli era pervenuto dal defunto marito Orsino Orsini, divenendone la Signora. Anzi la stessa Chiesa di Santa Maria Immacolata è strettamente legata a Giulia come si legge in una consunta epigrafe sull’ architrave della porta che riporta la data del 1522, il nome di Giulia (IULIAE DE FAR.) e una iscrizione che sembra interpretabile come “Al tempo dell’illustrissima signora Giulia Farnese”. Non solo, la Signora dispose nel suo testamento, pubblicato nel volume citato, che in quella chiesa fosse costruita una cappella in sua memoria, cosa che probabilmente non è mai avvenuta.

  Un plauso quindi alla guardia di finanza e alle autorità che hanno voluto valorizzare questa emergenza artistica, ma le notizie che ci pervengono non lasciano molto spazio all’ottimismo. La studiosa romana Patrizia Rosini, che si era recata a Carbognano per poter ammirare gli affreschi, mi riferisce che si è sentita rispondere che gli stessi sono stati nuovamente “murati”, in attesa dei fondi (400.000 euro!) necessari per il restauro. Ciò unitamente al fatto che una chiesa in cui sopravvivevano nella navata centrale affreschi del cinquecento era tranquillamente utilizzata come palestra, fa pensare che si stanno mettendo le basi per un’altra “riscoperta”, chissà tra trenta o quarant’anni.
 

Temi

Gli Etruschi
Gli Etruschi
I Farnese
I Farnese
Canino
Canino
Luciano Bonaparte
Luciano Bonaparte

 

Interventi
Interventi
Personaggi
Personaggi
Tuscia
Tuscia
Calendario di Lucrezia
Calendario di Lucrezia

 

Antropologia
Antropologia
Teatro
Teatro
Tuscia vista dal cielo
Tuscia vista dal cielo
Artisti
Artisti

 

Primo piano