Resi pubblici i valori degli inquinanti della centrale Enel "A. Volta".
La centrale A. Volta

  Le difficoltà di approvvigionamento del gas dalla Russia hanno consentito al Ministro per le Attività Produttive di autorizzare, con Decreto Legge n 19 del 25 gennaio 2006, un aumento temporaneo delle emissioni di biossido di zolfo, ossidi di azoto e ossido di carbonio della Centrale termoelettrica Alessandro Volta. Questo perché il gas metano è stato fortemente integrato con l’olio combustibile.
Comunque sino al 31 marzo 2006 le emissioni in aria degli ossidi di zolfo, azoto e carbonio della Centrale di Pian dei Gangani potrebbero rispettivamente raggiungere 1600 mg/Nmc, 200 mg/Nmc e 250 mg/Nmc, superando i limiti di 400 mg/Nmc, 100 mg/Nmc e 100 mg/Nmc autorizzati dal D.M. 13 marzo 1992, nel caso di alimentazione ad olio combustibile a scarsissimo tenore di zolfo (STZ con zolfo fino a 0,25%). Fanno eccezione le polveri il cui limite di 50 mg/Nmc rimane invariato.

  La novità è che il Comune di Montalto di Castro rende pubblici, a partire dal 6 marzo, i valori degli inquinanti rilevati dalle centraline site in Montalto, Vulci e Camposcala. Sul sito internet del comune (www.comunedimontaltodicastro.it) sono effettivamente disponibili questi dati relativi alle settimane che vanno dal 10 al 16 febbraio e seguenti prevedendone l’aggiornamento settimanale. In verità vi si possono trovare solo i dati relativi a ossidi di zolfo (1), ossidi di azoto (2) e materiale particellare (3) (per quest’ultimo è disponibile solo il dato della centralina di Montalto).
I numeri che riguardano gli ossidi di zolfo e di azoto non sembrerebbero preoccupanti, perlomeno se ci si basa sui dati massimi ammissibili previsti dalla legge italiana e anche dalle raccomandazioni dell’OMS. Ciò che preoccupa sono invece i valori del PM10, ovvero le piccolissime particelle inquinanti disperse nell’atmosfera, le più pericolose, perché possono penetrare nell’organismo e provocare gravi danni per la salute. Ebbene il PM10 in queste ultime settimane a Montalto di Castro, in alcune ore del giorno e talvolta nella media giornaliera ha superato i limiti ammessi per legge, non è dato sapere il valore del materiale particellare disperso delle stazioni di rilevamento di Vulci e Camposcala (sarebbe stato un riferimento utile per i paesi vicini). Sembra si tratti di una situazione d’emergenza che non andrà oltre il 31 marzo e speriamo che con la scusa del metano dalla Russia non si passi definitivamente al carbone.
 

Note:
  1. Il biossido di zolfo, costituente principale del ciclo dello zolfo insieme all’idrogeno solforato, all’anidride solforica ed all’acido solforico, è prevalentemente immesso in atmosfera da processi di combustione e, in quantità più contenute, da trasformazioni dell’idrogeno solforato proveniente da eventi naturali. Sebbene non sia molto tossico, questo composto è in grado di provocare gravi effetti avversi per esposizioni acute e comunque di alterare le capacità respiratorie provocando danni soprattutto alle persone con problemi respiratori pregressi. Il biossido di zolfo è capace inoltre di provocare effetti avversi alle piante ed alle costruzioni, ed è annoverato tra i principali nemici dei monumenti a causa dello sfarinamento del marmo da esso indotto.L’Organizzazione Mondiale della Sanità, basandosi sugli studi di tossicità attualmente dipsonibili, suggerisce che per un’efficace protezione della salute umana la concentrazione in aria di questo composto non debba superare i 500 µg/m3, per più di dieci minuti, i 125 µg/m3, come media giornaliera, ed i 50 µg/m3, come media annuale.
     

  2. Tre ossidi di azoto, denominati protossido, monossido e biossido, sono normalmente presenti nell’aria che respiriamo ma quelli più importanti per gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente sono il monossido ed il biossido di azoto. Il monossido di azoto è un composto gassoso incolore ed inodore, immesso in atmosfera prevalentemente da processi di combustione, che una volta in aria si trasforma rapidamente nel biossido di azoto. Quest’ultimo, prevalentemente immesso in atmosfera dalla predetta trasformazione, è un gas rosso bruno di odore pungente in grado di provocare effetti avversi sulla salute, per esposizioni acute e croniche, e sull’ambiente, concorrendo al fenomeno delle piogge acide. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, basandosi sugli studi di tossicità relativi al biossido di azoto, suggerisce che per un’efficace protezione della salute umana la concentrazione in aria di questo composto non debba superare i 200 µg/m3, come media oraria, ed i 40 µg/m3, come media annuale.
     

  3. Il materiale particellare aerodisperso è un insieme complesso di particelle con diverse caratteristiche fisiche e chimiche immesse in atmosfera da sorgenti antropiche e naturali o prodotte in aria da reazioni chimiche, processi di condensazione, coagulazione, etc. Dimensioni e composizione chimica sono le principali proprietà di questi materiali per quanto riguarda la loro pericolosità per la salute umana. Minore è il loro diametro aerodinamico, infatti, maggiore è la loro capacità di penetrare nei comparti più profondi dell’organismo umano e conseguentemente di provocare danni. In funzione del diametro aerodinamico il materiale particellare è generalmente classificato in PTS quando comprende tutte le particelle, in PM10 e PM2,5 quando include esclusivamente particelle con diametro aerodinamico rispettivamente minore di 2,5 e 10 µm. Relativamente alla composizione chimica, anch’essa molto varia, ossidi metallici, e sali sodici o ammoniacali sono i principali componenti inorganici principalmente immessi in aria da processi di combustione o prodotti in atmosfera da reazioni acido-base. In aree vicino al mare può anche essere rilevante la presenza di aerosol marino. I principali composti organici che compongono il materiale particellare sono invece idrocarburi lineari, ciclici ed aromatici e carbonio elementare immessi in atmosfera da processi di combustione e virus, batteri, spore, ecc. originati da processi biologici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, basandosi sugli studi tossicologici ed epidemiologici disponibili, rileva la pericolosità del materiale particellare per la salute umana ma non ritiene ad oggi possibile suggerire valori guida che garantiscano l’integrale protezione della salute. Il DPCM 28 Marzo 1983 indica nella media giornaliera, su base annuale, di 150 µg/m3 la massima concentrazione accettabile delle PTS. Il Decreto Ministeriale n. 60 del 2/4/2002 che stabilisce i valori limite di qualità dell’aria per una serie di inquinanti, tra cui il PM10, indica in 50 µg/m3 ed in 40 µg/m3, le concentrazioni medie giornaliera ed annuale che non dovrebbero essere superate per proteggere la salute umana.
     

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Nel grafico la rilevazione dei valori del PM10 a Montalto nella settimana 24 febbraio-2 marzo 2006 (valore massimo consentito 50 µg/m3)

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