L’anno volge al termine ed a quanto pare è tempo di bilanci anche per la nostra Amministrazione Comunale che ci ha recapitato a casa l’ormai periodico bollettino "Il Comune Informa"

 

L’anno volge al termine ed a quanto pare è tempo di bilanci anche per la nostra Amministrazione Comunale che ci ha recapitato a casa l’ormai periodico bollettino “Il Comune Informa”.
La prima impressione che abbiamo avuto, dopo averne letto attentamente il contenuto, è stata quella di una profonda desolazione, specchio di un gruppo dirigente incapace di condurre il nostro paese sui binari dello sviluppo economico, sociale e culturale. Propaganda e nient’altro, forbita da titoli altisonanti, terminologie tecnico-burocratiche e qua e là da qualche termine inglese che tanto non guasta mai. Il Sindaco già mette le mani avanti ed attribuisce Governo le colpe per la mancata realizzazione dei programmi elettorali e poi ci informa che comunque ha fatto e farà una revisione attenta delle scelte definendo le priorità che qualificano la sua Amministrazione di sinistra (ma non era di centro-sinistra?) da quelle di destra. Se andiamo a vedere le cose fatte finora, l’unica realizzazione con risorse proprie del comune sono le fioriere nel centro storico ed i lampioni su metà di Corso Matteotti, era forse questa la più grande priorità di Canino?
Ma veniamo alle questioni ancora non risolte e rabbrividiamo di fronte alla ricomparsa del paventato acquisto da parte del comune delle case dell’ENEL che costerebbe alla nostra comunità una cifra insostenibile, circa 2 milioni di euro, che andrebbe a gravare per anni sui bilanci comunali (e speriamo che questa sia solo propaganda pura).
Parliamo di cose serie: “varianti al Piano Regolatore Generale e ricerca di una nuova zona per gli insediamenti produttivi”, così è scritto e questo vuol dire che in due anni e mezzo nonostante sia una priorità fondamentale per Canino rivedere il Piano Regolatore Generale per risolvere una serie di annosi problemi e nonostante si sappia da tempo che la zona artigianale è ormai satura, solo ora si comincia a pensare di fare qualcosa, che cosa non è dato sapere.
Nel frattempo i comuni limitrofi non stanno a dormire e portano avanti iniziative che incentivano l’insediamento ed il mantenimento di attività produttive, è emblematico in tal senso il documento che presentiamo e che è riferito al valore delle aree nella zona Insediamenti produttivi del Comune di Tuscania ai fini dell’ICI: 3,75 € il metro quadro.
Sapete qual è il valore di tali aree a Canino?
Zona D, Industriale, € 23,00 il mq;
zona F4, Insediamenti nel Terziario, € 41,00 il mq.
Questo vuol dire che un artigiano di Canino paga di ICI da 6 a 10 volte di più di uno di Tuscania; ed intanto noi ci sorbiamo la fumosità di progetti di “e-governement, Crescere Insieme in sinergia con altri comuni, la Spal (che non è la squadra di Calcio) e la Bic (che non è la fabbrica di penne a sfera), la strada dell’olio dop Canino” e chi più ne ha più ne metta.
Una cosa che non capiamo è perché il teatro comunale viene chiamato “Teatro Napoleonico” se è stato inaugurato, come ci dice nello stesso bollettino l’Assessore alla Cultura, il 25 ottobre 1891. A quell’epoca Napoleone era morto da parecchi decenni e lo stesso Luciano, cui forse si vuole alludere, era scomparso da più di mezzo secolo (misteri del revisionismo storico).
A proposito del Teatro ci par di capire che difficilmente lo vedremo terminato nel medio termine e ciò risulta evidente dalla premessa che fa il Sindaco: “l’Amministrazione sta lavorando per investire risorse proprie finalizzate alla redazione di un progetto, preliminare prima ed esecutivo poi, riguardante il teatro” Il senso di quel “Sta lavorando” ormai lo conosciamo bene ed il voler specificare che il progetto sarà prima preliminare e poi esecutivo ci fa venire il sospetto che forse nemmeno vedrà la luce.
L’intervento più lucido spetta comunque, e gliene diamo atto, all’Assessore alla cultura, che fa una disamina obiettiva dei fallimenti del suo programma e se ne fa carico sia pur in concorso con la scarsa partecipazione della cittadinanza, la carenza di risorse e le lungaggini burocratiche. Riconosce che l’Archivio storico comunale abbisogna di interventi seri affinché diventi fruibile al pubblico, però poi si perde dicendo che questo sarà un obiettivo a lungo termine che esige una crescita culturale ed una sensibilità per lo studio e per la ricerca: dovremmo dedurre che i caninesi non hanno al momento un’adeguata sensibilità storica da meritare un archivio decente?
In sintesi, da una visione globale del pensiero e degli obiettivi dei nostri amministratori, ci par di capire che ormai è tardi per fare le cose che necessitano ad un paese come Canino. Implicitamente lo riconoscono essi stessi quando ammettono di aver solo ora, ed ingiustificatamente, avviato procedure che potevano vedere la luce ad inizio mandato (raccolta differenziata, lotta all’evasione dei tributi, varianti al P.R.G.).
E queste sono solo questioni di ordinaria amministrazione, di quelle veramente serie e qualificanti, che dovrebbero portare ad un futuro di sviluppo per il nostro paese, non c’è nemmeno traccia nella mente di chi ci amministra.

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