Con una suggestiva cerimonia alla presenza delle più alte autorità, è stata inaugurata la statua in bronzo del grande papa rinascimentale

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"Dopo 534 anni Paolo III è tornato a Canino".
Queste sono le parole con le quali Francesco Storace, Presidente della Regione Lazio, ha aperto la cerimonia per l'inaugurazione della statua in bronzo dedicata a papa Paolo III Farnese nato nella nostra cittadina il 28 febbraio 1468.
"Voi caninesi e popolazioni del Castrense date vita ad una operazione di identità, in un tempo in cui questi valori assumono grande importanza per la nostra società" ha sottolineato il Presidente Storace. E rivolto alle numerose scolaresche presenti ha così proseguito: "E' significativo trovarci qui di fronte a questi ragazzi per il cui avvenire dobbiamo lavorare e la Regione, consapevole di ciò, ha contribuito perché oggi possa celebrarsi un evento così importante".
  E così in una Canino che dopo due giorni di continue piogge aveva ritrovato una bellissima giornata di sole, si è aperta la cerimonia per l'inaugurazione del bronzo dedicato al grande papa. Anche il luogo scelto per la sua collocazione, ai piedi della torre che lo vide nascere, simbolicamente rappresenta questo ritorno.
Alla cerimonia erano presenti le più alte autorità, dal già citato on. Francesco Storace, l'on. Laura Allegrini Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, il Presidente della Provincia di Viterbo Giulio Marini, l'Assessore alla Cultura della Provincia di Viterbo Giovanni Maria Santucci, il Questore di Viterbo, oltre poi a molti Sindaci dei Comuni vicini. Grande è stato il concorso di cittadini caninesi, ma anche di moltissimi altri provenienti dalle diverse località del Castrense.
Di fronte alla statua, in alta uniforme, una rappresentanza delle Guardie Svizzere montava la guardia. Questo corpo militare fu ricostituito proprio da Paolo III dopo il massacro compiuto dal Lanzichenecchi durante il "sacco di Roma" del 1527, e a sottolineare questa riconoscenza sono venute le parole del cappellano Mons. Cono Ferringa. Un'altra guardia montava a fianco della statua del papa, era quella del Sovrano Militare Ordine di Malta, intervenuta con una folta delegazione.
Tutti gli oratori hanno voluto sottolineare l'importanza di questa iniziativa, significative le parole dell'Assessore alla Cultura della Provincia di Viterbo Giovanni Maria Santucci, che ha rimarcato l'importanza "di non disperdere il nostro passato" e come sia possibile far "ripartire da Canino la voglia di cultura". Commovente è stato il momento in cui l'artefice di questa scultura è stato chiamato sul palco per ricevere l'omaggio di tutti i presenti.
  Il maestro Mario Vinci di Acquapendente, visibilmente emozionato, è riuscito soltanto a dire "Grazie". In conclusione è intervenuto il Presidente dell'Associazione "Paolo III Farnese" Giovanni Mezzabarba, ringraziando tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita di questa importante operazione culturale, sottolineando come l'inaugurazione del bronzo non sia da considerare come momento finale, ma bensì come l'inizio di una attività di ricerca storica sulla figura del grande papa.
Allietati dai canti e dalle danze medievali e rinascimentali del gruppo "Tuscia Cantores", tutti i presenti hanno fatto cerchio attorno al "bronzo" coperto da un drappo rosso, ed invitato da Giovanni Mezzabarba il Presidente Storace ha scoperto la statua, gesto che è stato accompagnato da un caloroso e prolungato applauso. Da questo momento gli occhi di tutti si sono puntati sull'opera bellissima e di grande suggestione, che ritrae il Papa seduto su una sedia vestito in abiti rinascimentali; ai piedi indossa delle pantofole che nelle intenzioni dell'artista stanno ad indicare la sua familiarità con questi luoghi. La mano è alzata in atto di benedizione e di ammonimento contemporaneamente; e levandosi per benedire, infatti, scopre un leone che simboleggia il suo enorme potere temporale e bellico. Ma come ha sottolineato il Professor Roberto Selleri, Assessore alla Cultura del Comune di Canino, quel "gesto benedicente non è in sincronia con il volto distratto e stanco del ponteficie. In questa pensosità del papa c'è la lacerazione dei tempi storici in cui visse".
 

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