Si è conclusa la manifestazione più importante di Canino. Vi proponiamo il nostro giudizio in proposito

 

Si è chiusa la 42^ edizione della Sagra dell’Olivo. Non è stata una Sagra memorabile e ci dispiace doverlo rimarcare.

Purtroppo è mancato ad ogni livello della Manifestazione il protagonista principale della Sagra, ovvero l’olio di Canino: noi oggi sappiamo di avere un grande prodotto ma abbiamo anche bisogno di sapere quali sono le prospettive, le innovazioni tecnologiche, le insidie naturali e le difficoltà nella gestione di questa nostra grande ricchezza. Ci aspettavamo un po’ di più che un Convegno dal titolo "Strada dell’Olio extravergine DOP Canino", le strade della provincia sono già piene di cartelli che indicano strade dei vini, vie francigene e sentieri dei briganti, non c’è bisogno di metterne altri che indicano anche le strade dell’olio, c’è il rischio che indirizzino da tutte le parti meno che a Canino (e ci viene in mente il cartello che nei pressi di Valentano indica che Vulci è a 34 Km, che sembrerebbero troppi, ma sono quelli che si percorrono passando per Ischia di Castro e non per Canino).

Avremmo voluto un Convegno con esperti del settore che ci esponessero le ultime novità nel campo dell’olivicoltura, le tecniche di coltivazione e raccolta, le prospettive e le insidie del mercato, le opportunità del riconoscimento DOP, ma di tutto questo nemmeno l’ombra. L’olio è mancato anche negli stands degli Oleifici semplicemente perché gli Oleifici non avevano stands. L’unica fugace apparizione, l’olio l’ha fatta la domenica pomeriggio sulla tradizionale bruschetta distribuita gratutitamente in Piazza Valentini.

Per quanto riguarda le manifestazioni culturali abbiamo apprezzato la presentazione del libro "Mastarna" del Prof. Menghini e la gara dei poeti, molto seguita, al Teatro Comunale. Interessante è stata anche la mostra di alcuni reperti recentemente ritrovati in Piazza Rocca. Poi c’è stato il "clou" di domenica con la sfilata di decine di figuranti in costume in rappresentanza dei castelli del Ducato di Castro e lo spettacolo finale dei fuochi d’artificio. Il palio, dallo svolgimento piuttosto scialbo, è servito perlomeno a far riscoprire ai caninesi un angolo bellissimo e trascurato come l’Arancera.

Nel complesso comunque, anche per quanto riguarda le manifestazioni di contorno, la Sagra non ci è sembrata all’altezza della fama che gli compete. Noi non vogliamo dare colpe agli organizzatori, che si sono sicuramente prodigati ed hanno dato il meglio che potevano. Il problema è, secondo noi, un po’ più a monte e sta tutto o quasi, nella decisione di questa Amministrazione Comunale di voler gestire direttamente la Sagra dell’olivo (come pure l’estate caninese, la sagra dell’asparago, la sagra dell’agnello.) con il rischio, poi palesato, di non poter contare per motivi "politici" sulla collaborazione di persone capaci e competenti che altrimenti avrebbero dato il loro prezioso contributo. Ci spieghiamo meglio, se ci fosse una Pro Loco, composta di persone capaci, competenti, esperte, volenterose e che hanno come fine unico il bene di Canino, della sua Cultura e delle sue tradizioni, non vedremmo, ad ogni cambio di Amministrazione, lo sconvolgimento dei comitati organizzatori di feste e sagre, con evidente danno per tutta la comunità. L’assenza degli oleifici di Canino dal cuore della Sagra è sintomatica di questa situazione e dovrebbe far riflettere prima che sia troppo tardi: la Sagra dell’olio, svoltasi in contemporanea a Vetralla, è partita alla grande: Patrocinio della Regione, collaborazione dell’Università della Tuscia e pubblicità a tappeto in provincia e fuori, degustazione gratuita prima della Sagra negli ipermercati di Viterbo; e la partecipazione non sarà sicuramente mancata, vista anche la posizione geografica più favorevole.

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