Migranti di un centro di accoglienza di Canino protestano: “Vogliamo il wi-fi e pure Sky!”

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Riflessioni su un fatto di cronaca di qualche giorno fa

Avevamo letto tante volte notizie di questo tenore, ma pensavamo che non potesse essere vero. Saranno bufale montate ad arte da populisti e razzisti che fanno presa sulla massa di qualunquisti che popolano il web e hanno il solo scopo di aumentare il clima di indignazione, pensavamo. Ma stavolta è successo a Canino, in un centro di accoglienza per migranti. La notizia è stata pubblicata sulle principali testate locali, cartacee e digitali; e nessuno l’ha smentita, anzi! Il Sindaco di Canino ha dichiarato in merito: “Dobbiamo capire se è possibile assecondare le loro richieste”. Quindi è tutto vero, la protesta, che è stata sedata dall’intervento dei Carabinieri, aveva come oggetto la richiesta del wi-fi e della tv satellitare. Ma come? Se tutti i giorni i TG a reti unificate ci mandano filmati terribili di gente che rischia la vita in mare, che viene imprigionata e torturata nelle prigioni libiche, che fugge da guerre e carestie. E’ possibile che una volta salvati e accolti in centri che garantiscono loro una vita dignitosa poi pretendano servizi che nemmeno tutti i cittadini italiani sono in grado di permettersi? E’ avvenuto e quindi è possibile. Perciò ci deve essere qualcosa che non va, in primo luogo nella grande informazione, che ci presenta solo epici salvataggi in mare, indignazione contro chi vuole i muri, esempi di accoglienza, presepi su barconi, storie di fughe, sfruttamenti, torture e persino di schiavitù. Il fenomeno della migrazione viene presentato come qualcosa di incontrovertibile, un flusso impossibile da regolare e l’Italia, essendo un paese accogliente e civile, è obbligata a fare la sua parte. Ma la realtà sembra essere un po’ diversa: la gran parte di coloro che fuggono dall’Africa lo fanno perché sono in cerca di un tenore di vita migliore, del resto anche dall’Italia emigrano oltre 100.000 persone l’anno, la maggior parte giovani, alla ricerca di un futuro che qui non c’è più (ma su questo argomento i TG tacciono). La differenza è che i giovani che partono dall’Italia devono trovarsi una casa e un lavoro all’estero, gli africani che vengono in Italia arrivano praticamente da clandestini e chiedono che venga loro riconosciuto lo status di rifugiato (di cui ha però diritto solo una piccola percentuale di loro) e per un paio di anni sono improduttivi e vivono a spese dello Stato (su quello che succede dopo non è dato sapere ma lo possiamo immaginare). Sul come arrivano, o meglio come sono arrivati fino ad oggi, cominciano a sorgere seri dubbi sulle versioni ufficiali. In pratica i cosiddetti trafficanti di esseri umani li caricano a decine su gommoni improbabili e naturalmente inadatti a fare grandi traversate, qualcuno chiama le navi delle ONG che stazionano al confine delle acque territoriali libiche e queste effettuano i cosiddetti salvataggi, conducendo poi i clandestini nei porti italiani da dove vengono smistati nei centri di accoglienza, in cui attendono l’esito delle loro richieste per ottenere lo status di rifugiati.  Con questo sistema sono arrivati nel 2016 in Italia circa 180000 migranti tutti distribuiti in centri di accoglienza in attesa delle pratiche burocratiche. Sono i due terzi di tutti i migranti del Mediterraneo, arrivano in Italia e qui restano perché gli accordi di Dublino questo prevedono. Coloro cui viene riconosciuto lo status di rifugiati (una piccola parte) dovrebbero essere distribuiti in tutti i paesi della Comunità Europea, ma anche qui ci sono grandi resistenze. Alla fine della fiera siamo il Paese che sostiene quasi tutto il peso, economico e sociale, delle migrazioni dall’Africa. Una domanda sorge spontanea: ci possiamo permettere tutto ciò? Dal punto di vista sociale non crediamo, ma questo è un giudizio soggettivo che si basa su tante variabili che ciascuno può interpretare a suo modo. Da quello economico sicuramente no, e qui sono i numeri a parlare. Guardate la tabella. L’abbiamo estratta dalla nota di aggiornamento del DEF del 2017: quest’anno si spenderanno, tra accoglienza, soccorso in mare e sanità e istruzione 4,7 miliardi di euro, dal 2011 ad oggi sono stati spesi oltre 16 miliardi di euro per la cosiddetta emergenza migranti. E qual è il contributo dell’Europa (per tutti quelli che dicono che queste spese sono finanziate dalla Comunità Europea)? 91 milioni di euro per il 2017, più o meno altrettanto negli anni precedenti, briciole. Vogliamo dare un metro di paragone: l’Italia è un paese con milioni di famiglie a rischio povertà e quest’anno il Governo ha varato un provvedimento strombazzato dai grandi mezzi di informazione e chiamato reddito di inclusione per le famiglie indigenti (max. 485 al mese a nucleo familiare, la spesa per ciascun migrante in un centro di accoglienza è di 35 euro al giorno, oltre 1000 euro al mese). Ebbene il Governo ha previsto per il 2018 la somma di 1,82 miliardi di euro per questo provvedimento riservato alle famiglie povere che risiedono in Italia, meno della metà di quello che si spende per i migranti. Ogni commento è superfluo.

 

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