Alcune riflessioni sulla visita del ministro Franceschini a Canino

Il ministro della cultura ha concluso il suo tour tra gli Etruschi al Museo della Ricerca Archeologica di Canino

La visita di un ministro della Repubblica in una piccola comunità come quella di Canino è un evento rimarchevole che non può che avere una valenza positiva per il futuro. Che si tratti poi del ministro della Cultura è oggi ancora più importante perché sembra finito il tempo di quelli che dicevano: “con la cultura non si mangia”, in periodi di crisi come quello attuale sentiamo sempre più spesso ripetere che la cultura e l’arte sono il nostro petrolio, la nostra miniera d’oro, la nostra industria principale e chi più ne ha più ne metta. Naturalmente il ministro è rimasto sul generico, ha consigliato di superare i campanilismi, di fare sistema, ha riconosciuto che il nostro territorio ha tutte le carte in regola per conseguire un grande sviluppo turistico ed economico. Già, ma come fare? Le risorse sono esigue, le competenze nebulose, l’esperienza manca, il coordinamento è assente. Eppure da qualche parte bisogna cominciare e, come ha detto il presidente della Fondazione Vulci in merito agli affreschi della tomba François, occorre che prima di ogni altra cosa gli abitanti del Territorio prendano coscienza del valore dei beni artistici, culturali e paesaggistici che hanno a disposizione. La presa di coscienza è il primo passo della valorizzazione, poi viene il resto, dalla cura alla divulgazione. Tornando alla questione che ci sta più a cuore, ovvero gli affreschi della tomba di François, chi si aspettava che il ministro portasse buone nuove è rimasto deluso. Franceschini è anzi stato molto cauto su ulteriori pressioni nei confronti dell’amministrazione Torlonia con cui il Ministero ha già strappato un accordo per l’esposizione di una parte della sconfinata collezione d’arte in possesso della famiglia romana. Restiamo comunque fiduciosi nell’azione portata avanti dalla Fondazione Vulci e dalla Soprintendenza per un prestito delle opere affinché possano essere fruibili, nella loro sede naturale che è il castello dell’Abbadia di Vulci (secondo il nostro modesto parere). Il prossimo appuntamento è una grande manifestazione che si terrà in aprile in occasione dei 160 anni dalla scoperta della tomba di François.

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