Il fenomeno e-sport: cosa sono e perché hanno tanto successo

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Negli ultimi anni il mondo dell’intrattenimento online è stato scosso da un fenomeno di portata globale: gli e-sport.

In pochissimo tempo i tornei di videogiochi competitivi hanno raccolto intorno a loro milioni di giocatori o semplici appassionati e hanno generato un giro d’affari decisamente impressionante. È il momento di ripercorrere le tappe di questo successo e di capire perché gli e-sport sono addirittura a un passo da essere inseriti nelle prossime edizioni dei Giochi Olimpici.

Partiamo con una definizione e con alcuni numeri per capire l’importanza del settore. Gli e-sport sono competizioni di videogiochi organizzate in forma di torneo che vedono sfidarsi giocatori singoli o squadre. Moltissime le categorie di giochi che fanno da scenario a queste sfide. Tra le più utilizzate ci sono picchiaduro, survival games, simulazioni sportive e di guida. In realtà l’idea dei tornei di videogiochi nasce addirittura negli anni ‘80. Ma è solo con l’avvento delle connessioni internet veloci e con l’arrivo dello streaming che gli e-sport si sono trasformati da fenomeno di nicchia a vero e proprio settore dell’intrattenimento di portata globale.

Una situazione che ha dato vita alla nascita di una nuova figura professionale: il gamer professionista. Oggi i giocatori più abili ricevono importanti sponsorizzazioni, spesso vengono ingaggiati da club professionistici, oppure entrano nella sezione informatica delle società sportive tradizionali. Di norma chi sogna di fare il gamer parte dalle competizioni amatoriali per poi salire di livello e sfidare altri professionisti. È qui che emergono le sue abilità e iniziano ad arrivare le attenzioni dei grandi sponsor.

Ma c’è anche un altro modo per un giocatore di farsi notare, ed è quello di mostrare le proprie sessioni di gioco sui social network o sui canali tematici dedicati. Forse è proprio questo il segreto del successo degli e-sport, ovvero la nascita di un pubblico di appassionati pronto a seguire ore e ore di diretta streaming dei propri idoli informatici.

E non solo i videogiochi di ultima generazione ma anche moltissime discipline classiche stanno entrando nel mondo degli e-sport. Un esempio su tutti quello del poker sportivo, una disciplina in cui sono l’abilità e la strategia a farla da padrone. Ma soprattutto una disciplina che sta entrando con forza nei canali fin qui dedicati agli e-sport. Basti pensare che a maggio dello scorso anno ben 60mila persone si sono collegate in contemporanea su Twitch per seguire una partita di Texas Hold’em.

Il poker non è l’unico classico che sta facendo breccia nel meraviglioso universo degli e-sport. Nel 2020 hanno fatto la loro comparsa anche gli scacchi. Tra i 10 giocatori professionisti che hanno guadagnato più con il gaming lo scorso anno c’è anche Magnus Carlsen, ovvero un Gran Maestro che vanta il secondo posto nella classifica di sempre per settimane trascorse in cima al ranking mondiale. Davanti a lui solo la leggenda Kasparov. Questo è un segnale del riconoscimento ufficiale degli scacchi all’interno dei videogiochi competitivi a torneo.

Gli e-sport hanno fatto breccia anche in Italia, un mercato che gli esperti considerano tra quelli con le più ampie possibilità di crescita. Secondo il rapporto realizzato da IIDEA e Nielsen per il 2020 nel nostro Paese ci sono circa 1 milione e 400mila appassionati di e-sport. Di questi circa un terzo segue competizioni virtuali ogni singolo giorno. Una crescita stimata del 22% tra il 2019 e il 2020. Il pubblico tricolore degli e-sport è prevalentemente maschile e di età compresa tra i 21 e i 40 anni.

 

Quello che stupisce è che la piattaforma preferita per giocare o per seguire i tornei sia ancora il pc. Una buona notizia in una realtà come quella attuale in cui il mobile gaming sta soppiantando tutti gli altri device, console di ultima generazione comprese.

Notevole anche il tempo che dedicano gli appassionati a seguire le competizioni. Gli avid fan, ovvero quelli che seguono più tornei e più discipline trascorrono circa 5 ore a settimana davanti allo schermo. Il 22% del pubblico, infine, ha iniziato ad appassionarsi alle competizioni virtuali nel corso dell’ultimo anno.

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