Scoperte archeologiche senza scavare

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Grazie alla tecnica GPR, con onde radar, ricostruiti oltre 30 ettari dell’antica città di Falerii Novi

Lo studio è stato effettuato da un gruppo di ricercatori che fa capo all’Università di Cambridge e all’Università di Gand. Rimorchiando i loro strumenti GPR dietro un quad, gli archeologi hanno potuto esaminare i 30,5 ettari individuati tra i resti dell’antica città romana di Falerii Novi per lo studio con un invio di onde radar ogni 12,5 centimetri, quindi con una risoluzione estremamente elevata.

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Le rilevazioni hanno evidenziato la presenza di un complesso termale, un mercato, un tempio e un monumento la cui struttura è diversa da ogni altra osservata precedentemente e persino una vasta rete di tubature per l’acqua della città. La metodologia ha permesso di studiare il sottosuolo a diverse profondità e questo ha dato modo di ricostruire come la città si è evoluta con il tempo, nel corso di centinaia di anni. Si aprono sicuramente nuove e promettenti prospettive per l’archeologia.