Il "Ponte Sodo" del Meschino a Canino

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Una gigantesca opera idraulica di età etrusco-romana si trova a Canino, a breve distanza dal cimitero comunale!

Gli etruschi, ma anche i Romani, erano bravissimi ingegneri idraulici. La regimentazione delle acque era importante, soprattutto per scopi agricoli, per evitare la stagnazione e l’impaludamento dei terreni o per irrigare zone potenzialmente fertili. Talvolta le acque di un fiume o di un torrente venivano deviate facendole passare in un condotto artificiale sotterraneo che viene generalmente denominato ponte sodo. Il ponte sodo più conosciuto è quello di Veio, presso Isola Farnese. Si tratta di una galleria scavata dagli etruschi per far defluire l’acqua del torrente Cremera durante le piene, perchè non risalisse in quota ad inondare la spianata di Veio. Un'altra opera idraulica, molto simile a quella che stiamo per documentare a Canino, si trova a Formello, altre ancora a Ceri e Bracciano.

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L'opera idraulica di Formello (foto dal sito campagnanoedintorni.it)

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Il ponte sodo di Veio (foto dal sito blawalk.it)

 

       

Recentemente, grazie al gruppo trekking di Canino, che ha ricostruito e reso agibile un sentiero che parte dall’Arancera, abbiamo potuto visitare e documentare un’imponente opera idraulica, presumibilmente di epoca romana, situata nei pressi delle sorgenti del torrente Meschino, a poca distanza dal cimitero di Canino. Attualmente l’opera si presenta in modo quasi monumentale, con una larghezza che in taluni punti supera i dieci metri, uno sviluppo totale di circa 300 metri e un’altezza di una decina di metri. La portata del torrente è in questo periodo storico piuttosto scarsa, i ciotoli di pietra nel suo letto testimoniano però di un corso d’acqua che deve essere stato anche piuttosto impetuoso. In origine, per superare al rupe e convogliare le acque nella vallata sottostante, è stata scavata la struttura a forma ogivale, quella visibile nella parte alta del tunnel, che non doveva superare i due metri di altezza (lo spazio necessario ad una persona per effettuare lo scavo). Lo scorrere delle acque nei secoli e la friabilità del terreno hanno provocato la grande espansione della galleria in larghezza e profondità. Sul soffitto, a distanza regolare l’uno dall’altro, sono stati scavati tre fori (probabilmente di ispezione o funzionali all’approvvigionamento dell’acqua dall’alto con i secchi) mentre un quarto è solo abbozzato. Resta da chiedersi a servizio di chi fosse una siffatta opera. Nei dintorni non sono documentati insediamenti etruschi di rilievo, ma nei pressi sono stati rinvenuti i resti di una villa romana e l’opera potrebbe essere funzionale allo sfruttamento agricolo dei terreni circostanti da parte di qualche ricco colono romano. Resta enigmatica una struttura muraria ciclopica, quasi rettilinea, con uno sviluppo di alcune centinaia di metri (essendo in parte interrata non si può stabilire la sua altezza), che si trova a poca distanza dall’opera idraulica, dall’altra parte della valle. In sintesi si tratta di opere che meriterebbero uno studio approfondito e una valorizzazione che coinvolga, oltre che le associazioni di volontariato, anche le istituzioni competenti.

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L'opera idraulica di Canino, notare la forma ogivale dello scavo

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L'opera muraria nei pressi dell'impianto idraulico etrusco-romano

 

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