Buona Pasqua dalla Korea!

Scritto da Padre Vincenzo Bordo (Kim Ha Jong) Visite: 163
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Riflessioni pasquai di Padre Vicenzo Bordo

Pasqua 2019

Mi sembra che l’insegnamento dei preti, dei vescovi e forse della Chiesa non sia esatto o almeno completo. Nelle nostre omelie, nelle nostre catechesi, si insegna e si parla soprattutto di Gesù crocefisso come se questo fosse l’ultimo capitolo del Vangelo. Al contrario, dimentichiamo che gli ultimi versi dei Vangeli parlano della resurrezione di Gesù, della pace che ci ha donato, della vittoria sulla paura e della gioia dei discepoli.

 

Analizziamo allora i Vangeli.

 

Il primo, quello di Matteo, al capitolo 27,50 dice: ”Gesù, emesso un alto grido, spirò”. Continua al capitolo 28,20, dice: ”Non temete… Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”. Questa è la conclusione del Vangelo di Matteo: Dio è con noi! Inoltre nella Bibbia l’espessione ‘non temere’ viene ripetuta 365 volte, una volta per ogni giorno del nostro vivere! Non sono stupende queste affermazioni?

 

Marco al capitolo 15,37 afferma: ”Gesù, dando un forte grido, spirò”. Ma poi prosegue e al capitolo 16,6ss afferma: ”Non abbiate paura… Andate in tutto il mondo e predicate la buona notizia a tutte le genti… imponete le mani e guarite gli ammalati… Il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che li accompagnavano”. Non aver paura, curate gli infermi; Gesu’ era con loro e confermava tutto l’operato dei discepoli: queste sono le ultime meravigliose parole di Gesù secondo Marco.

 

Poi Luca al capitolo 23,46 scrive: ”Gesù, gridando a gran voce, disse: Padre, nelle

tue mani consegno il mio spirito; detto questo spirò”. Seguita il racconto di Luca che al capitolo 24,32ss scrive: ”Ci ardeva il cuore nel petto… Davvero il

Signore è risorto… Gesù apparve in mezzo a loro e disse: Pace a voi… Pace.

Perché siete turbati?... La gioia dei discepoli era grande… Predicate a tutti la

conversione (= Metanoia: cambiamento di imagine/mentalita’ su Dio) e il

perdono.” E l’ultimo gesto di Gesù: “Alzate le mani, li benedisse”. Un testo che finisce con le parole: Ardore, pace, gioia, benedizione. Allora perché avere paura? Di chi, di cosa, se c’è solo positività?

 

L’ultimo Vangelo, quello di Giovanni, annota al capitolo 19,30ss: ”Tutto è compiuto. E chinato il capo spirò”. Poi al capitol 20,19ss: ”Pace a voi… I discepoli gioirono nel vedere il Signore… Ricevete lo Spirito santo e rimettete I peccati… Pace… Pace… Simone, pasci e proteggi le mie pecorelle… Tu seguimi”. Questa è l’ultima parola di Gesù secondo il quarto Vangelo. Quindi l’epilogo parla di sequela, pace, gioia, Spirito di fortezza.

 

Proviamo a fare un pò di ordine: se le ultime parole dei Vangeli sono: resurrezione, gioia, pace, fuga dalla paura, perdono, benedizione, perché noi tutti preti, vescovi, religiosi continuiamo a parlare principalmente di croce, sofferenza, morte?

Mi sembra di poter individuare due motivi principali: uno teologico e uno psicologico.

Quello psicologico è facile da intuire: la nostra vita umana è fatta di tanto dolore, tradimenti e disillusioni; parlare di passione, morte e crocifissione arriva direttamente al nostro spirito, alla nostra esperienza di tutti i giorni. E’ un messaggio facile da capire e percepire; non a caso in tutte le nostre chiese primeggia il crocefisso. A tutto ciò si somma poi la motivazione teologica, un po’ superata in realtà, cioè che Gesù ci ha salvato attraverso la sua sofferenza, crocifissione e morte. Sì, questo è vero, ma solo parzialmente: E’ più preciso

affermare che Gesù ci ha salvato tramite tutta la sua esistenza che

contempla: la vita nascosta di Nazareth, la predicazione, i miracoli, la passione,la morte, la resurrezione e l’ascensione al cielo.

Questa è la teologia più esatta e completa. Quindi, se le ultime parole dei

Vangeli sono: pace, allegria, perdono, lode, iniziamo a parlare di queste realtà,della sua resurrezione che è stata condivisa con tutti noi (E’ da notare che le ultime tre parole in assoluto della Bibbia sono: ”GRAZIA (=benevolenza) A

TUTTI”. Dove quel TUTTI è inclusivo di tutta l’umanità. Non ha aggettivi né

specificazioni né qualificativi. Tutti è tutti senza esclusioni di razza,

sesso, religione o cultura… Buoni e cattivi (Mt.5,45; Lc.6,35). Allora mettiamo nelle nostre chiese una bella statua di Cristo risorto sorridente e

benedicente.

Noi alla Casa di Anna, il nostro Centro per gente senza fissa dimora, abbiamouna piccola cappellina intitolata a Gesù Risorto. Parliamo e testimoniamo a

tutti il gaudio nell’aver incontrato il Vivente, di aver fatto la Sua esperienza e di essere felici, anche in questa traballante e spesso dolorosa esistenza,

perché Lui, il Risorto, è con noi e ci dona il suo giubilo, la sua pace, il suo

perdono e la sua grazia.

I Vangeli terminano parlando di benedizione. Allora con la nostra vita

facciamoci festosi portatori di questo messaggio di felicità a questa società

così opaca e triste. La penultima e decisiva parola della Bibbia è 

MARANATHA’! (=Vieni Signore Gesu’!)

Sì, Gesù è vivo in mezzo a noi ed  io l'ho incontrato 
nell'abbraccio di un povero, 
nella scodella di riso offerto ad un anziano solo, 
nel gioco condiviso con un ragazzo di strada, 
nel sedermi a terra e parlare con un barbone supino sull’asfalto,
nello sguardo impaurito di un giovane in una fredda notte d'inverno,

nelle tortuose starde della vita,
in un sorriso donato con sincera gioia,

in una quieta alba che rincorre le gaie onde del fiume,

in quel candido pane spezzato ogni giorno…
Non so se Dio è in cielo, 
non ci sono mai stato e non lo posso affermare, 

ma sicuramente è in mezzo a noi:
io l'ho visto e lo posso testimoniare.

Da Lui mi sono sentito accolto, perdonato, amato, guidato e teneramente abbracciato.

Grazie Signore Gesù, vivo e presente in mezzo a noi.

 

  1. Vincenzo Bordo OMI