I giochi più amati del Lazio: tra i tornei di carte e le attrattive dell'online

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Si è da poco conclusa a Canino la celebre festa di Sant’Antonio Abate, protettore della città e degli animali domestici

Come per le scorse edizioni, anche quest’anno sono stati dedicati al Santo Patrono quattro intensi giorni di festa, da giovedì 17 a domenica 20 gennaio compresi. Come ogni tradizione italiana che si rispetti, accanto alle celebrazioni di carattere religioso non sono mancate le serate di stampo civile e folkloristico, che hanno animato le piazze e i principali circoli della città. La parola chiave della festa? Tradizione. Come evidente dalla programmazione delle quattro giornate, infatti, a farla da protagonista sono state le radici e il folklore della città: serate danzanti, momenti dedicati all’enogastronomia del territorio, passeggiate in bici alla scoperta della città, mattinate incentrate sulla cura dei cavalli e, tra le tradizioni più radicate della cultura italiana, i tornei di carte, il primo dedicato al burraco e il secondo alla briscola a coppie.

Quanto si gioca in Italia?

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I giochi di carte sono probabilmente una delle tradizioni più antiche e vive in Italia, soprattutto nelle regioni del Sud. Secondo i dati riportati all’inizio dell’anno dall’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, il Lazio sarebbe proprio una delle regioni più dedite a questo passatempo, al secondo posto dopo la Lombardia con 924 milioni di euro spesi nel settore. Ad appassionare gli italiani, però, non sono soltanto i tradizionali giochi di carte, ma anche il mondo dell’azzardo, tanto fisico quanto in rete. È proprio grazie ad Internet, infatti, se giochi della tradizione, come quelli di carte e d’azzardo, continuano a riscuotere un tale successo anche tra i più giovani, abituati a intrattenersi online senza il bisogno di raggiungere le sale da gioco fisiche. A riscuotere particolare successo in Lazio, sia nella versione fisica che in quella online, sembrerebbero essere le slot machine, per le quali sono stati spesi a Latina oltre 160 milioni di euro nel corso del 2016. Anche in questo caso, la facilità dettata dalla possibilità di intrattenersi senza alcun limite spazio-temporale è uno degli elementi a vantaggio della loro diffusione: se per raggiungere le sale da gioco terrestri bisogna talvolta percorrere diverse decine di chilometri, giocare online non richiede altro che una connessione Internet e un dispositivo da cui accedere alle piattaforme o alle app di gioco. Oltre alle slot, particolarmente apprezzato nelle regioni del Centro-Sud, Lazio compreso, sarebbe anche il video poker, gioco d’azzardo diffusosi alla fine degli anni ’90 e basato sull’impiego di una console molto simile ad una slot machine. Il Deuces Wild, disponibile sulla piattaforma di gioco Betway Casino, è una delle sue varianti più note, caratterizzata dal fatto che i due contino come jolly e dalla possibilità di fare un pokerissimo con una mano di carte dello stesso valore. Guardando al mondo delle slot online, invece, alcuni dei titoli più giocati dagli italiani sembrerebbero trovare corrispondenza con le versioni terrestri più amate. Tra questi, la classica Fowl Play Gold, la slot machine della gallina dalle uova d’oro, preferita dagli italiani sia nella versione tradizionale che in quella a quattro mani; slot machines a tema come Book of Ra, ambientata nell’antico Egitto, e The Big Easy, dedicata al mondo della musica jazz.

Quali i giochi di carte più diffusi?

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Oltre al gioco d’azzardo e alla recente diffusione dell’intrattenimento online, in Italia, Lazio compreso, si può ancora contare sulla diffusione di giochi più classici come il burraco e la briscola, a cui sono state per l’appunto dedicate due giornate della festa di Sant’Antonio Abate di Canino. In particolare, il burraco sarebbe proprio uno dei giochi più amati in Italia, capace di coinvolgere un numero di circa 3 milioni di giocatori, senza contare quelli virtuali. Secondo la suddetta indagine, quella del burraco sarebbe una passione capace di coinvolgere soprattutto le donne, pari al 68% del totale dei giocatori, e avrebbe una notevole influenza sullo sviluppo di relazioni sociali positive e sul potenziamento delle attività cognitive. Per di più, come messo in evidenza da Stanislao Sgambato, vicepresidente della Federazione italiana di burraco, l’Italia sarebbe uno dei pochi Paesi al mondo ad aver regolamentato il gioco, definendone con cura il Codice di Gara e le percentuali di incasso dei giocatori. Anche la briscola, forse più dello stesso burraco, rappresenta oggi uno dei giochi più conosciuti e amati nel nostro Paese, non solo nella versione tradizionale, ma anche in quella a coppie. Le origini del gioco della briscola sarebbero piuttosto incerte: come evidenziato in un articolo di Regole del gioco, è molto probabile che la briscola sia giunta in Italia diversi secoli fa per tramite francese, per poi fondersi completamente con le tradizioni dei popoli italici. Per questi motivi, il gioco sarebbe oggi considerato quasi del tutto di origine italiana. In ultimo, va ricordato la cosiddetta scopa bugiarda, conosciuta in Lazio anche con il nome di “scopa a fidasse”. Le regole sarebbero le stesse della scopa, con qualche piccola eccezione: i giocatori possono infatti scegliere di giocare le carte anche in modalità nascosta, con la possibilità di mentire sul loro effettivo valore. Questa particolarità, unita alla capacità di saper bluffare, contribuiscono a rendere il gioco anche molto simile al poker, uno dei giochi di carte in cui dissimulare rappresenta il punto fondamentale della strategia di gioco.

Tra antiche tradizioni e innovazioni della Rete, gli italiani continuano ad essere un popolo che ama divertirsi: se le nuove generazioni preferiscono farlo sfruttando le risorse dell’online, una parte altrettanto grande della popolazione italiana preferisce continuare a farlo in presenza, anche grazie alle possibilità offerte dalle sagre e dalle feste patronali.